Reggina, Tonino Martino: "L'esonero di Gustinetti, la Serie A e Gigi Canotto"

Autore Redazione Web | lun, 30 gen 2023 16:45 | Tonino-Martino Reggina

L'intervento di Tonino Martino ai microfoni di 95° dopogara Reggina in onda sui canali social di ReggioTv 

Intervenuto nel corso di 95 minuto dopogara Reggina sui canali social di ReggioTv, Tonino Martino ha affrontato diversi argomenti legati al passato ed al presente del club amaranto.

La Reggina è un amore infinito, la morte sola mi potrà togliere questo amore e neanche nell`aldilà smetterò di amarla.

Il gol e la promozione. È stata la promozione di tutti, della città di Reggio Calabria.Ho siglato la rete promozione, me ne vanto e ne sono fiero, però la promozione è realmente di tutti. Ad inizio di quell`annata non ci pensava nessuno alla Serie A ma il nostro gruppo era talmente coeso che ogni mattina, ancora oggi, su WhatsApp ci mandiamo il buongiorno. Siamo amici da 20 anni e non ci siamo mai staccati. La Reggina attuale è stata costruita in pochi mesi ma è stato fatto un gran bel lavoro. Noi abbiamo iniziato a credere alla Serie A dalla vittoria contro il Cesena, è scattato qualcosa di diverso dopo quell`episodio. Nessuno ci avrebbe dato una lira ad inizio anno ma noi avevamo qualcosa in più, il nostro gruppo. 

La Reggina attuale. Stanno facendo tutti bene.Se c'è un calciatore che mi somiglia è Canotto sia come corsa che come grinta che vedo nei suoi occhi quando scende in campo. Una cosa che potrei dire ai calciatori, tutti quanti, è una sola: indossate la maglia della Reggina è rispettatela fino alla fine. La maglia della Reggina è importante, bisogna sentirla dentro. Spero che chiunque venga a Reggio lo faccia perché vuole venire non perché è attratto da tante altre cose. Bisogna scegliere calciatori che hanno voglia e carattere per poterla indossare. La maglia della Reggina è una Fede, bisogna sudare e avere fame.

L`esonero di Gustinetti e l`arrivo di Bolchi. Noi con Gustinetti avevamo un bel rapporto altrimenti non ci saremmo trovati in quella posizione della classifica dopo Brescia e Chievo. Sapevamo che non andava qualcosa tra lui e la società. Siamo rimasti sorpresi dall`esonero ma noi dovevamo fare i calciatori e giocare. Subito dopo ho incontrato un signor allenatore come Bolchi, purtroppo è venuto a mancare ma fino alla fine ci siamo sentiti. Ricordo che quando entrò nello spogliatoio disse: "Fate finta che io non ci sono". Noi sapevamo sempre cosa fare ma lui ci ha dato quella tranquillità e spensieratezza importante. Niente avrebbe potuto distruggere il nostro gruppo. 


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