Un momento di profonda riflessione sul valore del territorio e sulle enormi potenzialità delle imprese locali nel mercato globale. Con questo spirito, il 16 aprile 2026, l'Aula Magna Quaroni dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria ha ospitato l’evento istituzionale "Made in Calabria: Eccellenze tra Etica e Resilienza". L'iniziativa, organizzata in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, ha riunito istituzioni, mondo imprenditoriale e una folta rappresentanza di studenti, mettendo al centro del dibattito la necessità di competere a testa alta mantenendo saldi i principi di legalità.
L'impegno delle Istituzioni e il valore della Rete
Ad aprire i lavori è stato il Rettore Giuseppe Zimbalatti, che ha sottolineato la funzione educativa dell'Ateneo reggino “Siamo molto contenti di rilanciare da questa Università il made in Italy attorno al quale ruotano le più grandi aziende. È una giornata importante con un forte messaggio educativo che indirizziamo in modo particolare ai nostri giovani - molti dei quali sono qui presenti - per coinvolgerli non solo e non tanto sui temi dell’eccellenza nella produzione e nei talenti professionali, ma anche e soprattutto nel binomio di valori etici e di resilienza che in questo territorio, più che in altri, hanno un valore maggiore. La resilienza consente a questi imprenditori di tenere alto il vessillo della moralità e della legalità in territori dove le sfide sono problematiche e lo sforzo deve essere quello di affrontarle in un sistema di rete”.
Un appello alla collaborazione condiviso dall’Ing. Giuseppe Antonio Sofia, Dirigente della Casa del Made in Italy di Reggio Calabria al quale hanno fatto da eco il dott. Ferdinando Polito per Confindustria e la Dott.ssa Valentina Mallamaci per i Giovani Imprenditori Unindustria i quali hanno lanciato un messaggio propositivo alle nuove generazioni: maturare si, esperienze lavorative al di fuori dei confini regionali, ma anche considerare la possibilità di fare ritorno per arricchire il proprio territorio con le competenze acquisite.
L'Ateneo e il concetto di "Restanza"
Il coordinatore dell'evento il Prof. Massimo Lauria, Prorettore vicario con delega alla Ricerca e Trasferimento Tecnologico. Ricordando che questo è il terzo anno in cui l'Ateneo celebra la ricorrenza, ha dichiarato: "Riteniamo sia un momento molto importante nel contesto di una visione complessiva che coltiviamo come Ateneo". Richiamando i valori cardine della giornata, Lauria ha legato le riflessioni al concetto di restanza coniato dall'antropologo Vito Teti, precisando: "Non è una idea nostalgica di restare, ma è la responsabilità che ognuno di noi deve assumere in tutto quello che fa. Per chi è chiamato a formare le giovani generazioni, come le Università e le Accademie, questa responsabilità è doppia".
La "Normalità Rivoluzionaria": la voce degli imprenditori
La presentazione da parte della prof.ssa Michele Mantovani di una esperienza sul tema condotta con i propri studenti ha preceduto le intense testimonianze di due imprenditori diventati simbolo di coraggio. Antonino De Masi, alla guida della De Masi Industrie Meccaniche S.r.l. di Gioia Tauro, vive da anni sotto scorta per aver denunciato le estorsioni della 'ndrangheta. Al pubblico ha spiegato come fare impresa in Calabria sia prima di tutto "un atto di civiltà", invocando la necessità di una "normalità rivoluzionaria". Senza libertà non c'è sviluppo, ha ammonito De Masi: un'azienda che scende a patti con il racket è destinata a morire o a diventare schiava. L'imprenditore ha inoltre esortato i giovani a pretendere uno Stato costantemente al fianco dello sviluppo industriale, e ha richiamato le Università al loro compito di incentivare una cultura d'impresa pulita.
Sulla stessa linea d'onda lo Chef Filippo Cogliandro, fondatore del ristorante L’A Gourmet L'Accademia e "Ambasciatore della Cucina Italiana". Anch'egli punto di riferimento dell'associazionismo antiracket nazionale, Cogliandro ha ricordato che l'eccellenza gastronomica, per potersi definire tale, deve necessariamente essere "pulita". La cucina, nella sua visione, va oltre la ricerca del gusto: diventa veicolo per trasmettere il rispetto e il riscatto sociale, dimostrando che i tesori della terra calabrese possono conquistare i mercati internazionali senza mai cedere ai compromessi dell'illegalità.
Sicurezza, Legalità ed Economia del Mare
Nella seconda parte dell'evento, una tavola rotonda ha esplorato le diverse sfaccettature del Made in Calabria.
Sviluppo e Sicurezza: Il Prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, rivolgendosi direttamente agli studenti, ha ribadito che sicurezza e legalità costituiscono le uniche fondamenta su cui edificare l'economia. Ha poi spronato i giovani, veri costruttori del futuro, ad amare e proteggere la regione attraverso scelte coraggiose.
Il Ruolo della Magistratura: Giuseppe Campagna ha illustrato l'importanza vitale della Magistratura nel garantire un mercato sano e una libera concorrenza, affinché la filiera "buona" possa prosperare libera dai condizionamenti criminali.
La Blue Economy: Il Contrammiraglio Giuseppe Sciarrone, Direttore Marittimo della Calabria e della Basilicata Tirrenica, ha spostato il focus sulle risorse marittime. Ha evidenziato la centralità del porto di Gioia Tauro per il commercio internazionale e ha dedicato un suggestivo passaggio alla salvaguardia delle storiche feluche che solcano le acque dello Stretto.
Le conclusioni sono state affidate al Prof. Arena Direttore della Scuola di Dottorato UniRC e al Prof. Massimo Finocchiaro Castro Direttore del Dipartimento DIGIES UniRC, che hanno tracciato la sintesi di una giornata che proietta il Made in Calabria verso un futuro di sviluppo consapevole e trasparente.