Il libero amaranto compie una sorta di "viaggio nel tempo", dall’inizio dell'avventura fino alla vigilia della battaglia più importante
Mancano solo pochi giorni all’appuntamento più atteso della stagione. Venerdì 1 maggio, alle ore 20, il PalaCalafiore si prepara a vivere una notte da semifinale playoff a caccia di un posto in Serie A2: la Domotek Volley sfiderà in casa l’Acqui Terme. E il clima, a dir poco elettrico, trova la sua voce più autentica in quella di Massimiliano Lopetrone, libero e anima del gruppo amaranto.
Le sue parole hanno il sapore di un viaggio nel tempo: dall’inizio di questa avventura, tra difficoltà e trionfi, fino alla vigilia della battaglia più importante.
Lopetrone parte da lontano, perché l’uomo c’era quando tutto era solo un sogno. "Questa escalation io l’ho vissuta dal primo giorno. E due trofei sono già in bacheca. Facendo un resoconto generale, a scriverla così bella probabilmente non sarebbe uscita finora. Eh sì, si può scrivere meglio”, esordisce.
Poi, un attimo di pausa, e l’onestà di chi ha sudato ogni punto. “Infortuni esclusi, sia il primo anno, sia lo scorso e anche quest’anno. Però diciamo che se avessimo potuto mettere una firma su questa stagione, l’avremmo messa sicuramente”.
L’avversario è ostico. Lopetrone non lo nasconde, ma nemmeno si nasconde. “Che avversario hai ritrovato? Acqui Terme ha degli individualità veramente forti nel singolo. Petras, Botto hanno la fama che li precede, così come Argenta. Però credo che noi siamo stati più bravi e più organizzati di loro”. A Reggio, quest’anno, si è costruito qualcosa di diverso.
E qui entra in scena il popolo del PalaCalafiore. Antonio Polimeni,il mister, figura storica del club, lo ripete spesso: Lopetrone c’era quando sugli spalti si contavano 60 anime. Oggi la musica è cambiata. “Quanta gente ti aspetta al 1° maggio? Spero… abbiamo fatto il record di 5.000 e qualcosa, spero almeno un 6.000. Eh, prima o poi finisce il palazzetto”, ride Lopetrone. “6.000 e qualcosina. Va benissimo”.
Ma la gioia maggiore è vedere il tifo seguire la squadra anche lontano dalle mura amiche. “Il pubblico che ci segue anche in trasferta è fantastico. Ovunque siamo andati c’era sempre qualcuno. A Reggio Emilia si sentiva più il nostro tifo di quello di casa. A Valenza abbiamo sentito Reggio Calabria vicina. Questo ti fa capire il movimento che si è creato”.
Il copione di questa semifinale ha un retrogusto amaro da cancellare. “Stiamo parlando di un riscatto per l’anno scorso? Sì, assolutamente. Contro la stessa squadra”.
C’è curiosità per l’altra semifinale tra Belluno e San Giustino? “Una sbirciatina si dà, conosciamo bene il valore delle due squadre. Però abbiamo un fascicolo da chiudere. Giochiamo in casa e non dobbiamo deludere nessuno. Sarebbe bellissimo chiuderla con una vittoria, fare la festa per tutto il movimento che si sta creando”.