Il coach del Pollino Basket si racconta a “Tiro da 4” tra basket, emozioni e il dolore per il Venezuela
Una cavalcata iniziata nel migliore dei modi, con una vittoria esterna ad Agropoli all'overtime, e un percorso che sta scrivendo una delle pagine più belle della storia del club. Gianfranco Mucci, coach del Pollino Basket, è stato ospite della puntata di “Tiro da 4”, il format televisivo dedicato al basket condotto da Giovanni Mafrici su Reggio TV. Un’intervista a tutto campo, tra sport, emozioni e una toccante digressione sulla sua terra d’origine, il Venezuela.
Si parte dal campo, dalla prima giornata del girone di ritorno vinta sul difficile campo dell’A.S.D. Agropoli. “Una sfida molto difficile”, ha esordito Mucci.
“Sapevamo che il campionato è durissimo, le squadre si stanno attrezzando. Agropoli è una squadra giovane, cresciuta durante la stagione, che fa delle difese miste molto fastidiose. Per 40 minuti abbiamo dovuto ripetere spesso le stesse cose. Alla fine, una partita che le vorresti vedere da seduto: supplementare, con l’ultimo tiro che sembra non finire mai. È andata per noi, poteva andare per entrambi”.
Un successo che si inserisce in quello che alcuni hanno definito “il girone di andata più bello della storia del Pollino”. Coach Mucci, con i piedi per terra, conferma la bontà del progetto: “Sta andando bene. È un gruppo di ragazzi con talento, molti giovani (2007, 2006, 2005), che si stanno impegnando a mantenere l’intensità in allenamento, cosa fondamentale per giocare in questo campionato campano, che è molto, molto competitivo. Stanno crescendo, sinceramente crescono. Devono crescere anche mentalmente, caratterialmente, non solo tecnicamente. È una bella sorpresa, questo gruppo”.
L’intervista ha preso una piega personale e commovente quando Mafrici ha ricordato la situazione in Ucraina, permettendo a Mucci di aprire un capitolo della sua vita. Il coach, nato in Venezuela da genitori italiani emigrati dopo la Seconda Guerra Mondiale, ha raccontato con lucidità e dolore la situazione nel suo paese d’origine.
“Mi occupo di basket, per fortuna ma quello che è successo in Venezuela ha delle radici lontane. Lo stato negli anni è diventato una corrotto, una dittatura. Il Venezuela è impoverito da tantissimo tempo: economicamente, politicamente, socialmente. La delinquenza… È cambiato dalle stelle alle stalle”.
Con parole cariche di emozione, Mucci ha commentato il recente intervento dell’ex presidente USA Donald Trump nella crisi venezuelana, definendolo “una cosa inaspettata”, “come svegliarsi dentro un sogno”. “Tutti i venezuelani, te lo dico, tutti senza ombra di dubbio, sono contenti. Quello che ha fatto lui ha salvato una nazione, come mi aspetto per altre nazioni che stanno vivendo ingiustizie che non dovrebbero essere permesse”. Pur precisando di non essere “né di destra né di sinistra” e di avere come unico credo il basket, Mucci ha concluso: “Trump si è guadagnato il mio rispetto”.
Parlando del presente e del futuro del Pollino, Mucci ha sottolineato l’importanza cruciale del lavoro giovanile, nonostante le note difficoltà strutturali in attesa del nuovo palazzetto. “La società attuale sta lavorando molto anche su questo fronte. Questa nuova dirigenza si sta impegnando: hanno iscritto la categoria Under 17 non solo al proprio campionato, ma anche a un campionato senior, la DR2. È un passo importante per la loro crescita”.