La Reggina rialza la testa: vince chi ha capito il peso di questa maglia

Autore Giorgia Rieto | lun, 12 gen 2026 18:10 | Reggina Serie-D Alfio-Torrisi

Forse si è dovuto toccare il fondo per comprendere davvero che la Reggina è una cosa seria

La Reggina espugna Nissa e lo fa da grande squadra. Finisce 1-2 uno scontro tutt’altro che banale, contro una Nissa costruita per vincere il campionato e considerata, fin dall’inizio della stagione, una delle principali candidate al salto di categoria. Gli amaranto, invece, continuano a riscrivere il proprio percorso e centrano la settima vittoria consecutiva, confermando che la cura Torrisi sta producendo frutti concreti e preziosi.

Con questo successo la Reggina sale a quota 33 punti, restando pienamente agganciata al gruppo di testa: a 35 punti Athletic Palermo e Savoia, mentre la capolista Igea Virtus Barcellona guida con 37. Una classifica cortissima, che non ammette distrazioni e che trasforma ogni partita in una finale.

Il calendario, da qui in avanti, sarà un vero banco di prova. Nel prossimo turno impegno casalingo contro la Vibonese, poi la trasferta sul campo del Gelbison. A seguire il big match del 1° febbraio al Granillo contro il Savoia, quindi la difficile gara di Ragusa, il derby con il Messina, la trasferta di Lamezia e la sfida interna con la Sancataldese. L’8 marzo, infine, il confronto esterno con la capolista Igea Virtus Barcellona. Un percorso senza respiro, nel quale la Reggina non potrà permettersi errori se vorrà davvero inseguire la vittoria finale del campionato, sperando anche in qualche passo falso delle dirette concorrenti.

Da quando sulla panchina amaranto siede Torrisi, e da quando sono stati allontanati calciatori che creavano più problemi che soluzioni, la squadra ha ritrovato equilibrio, compattezza e soprattutto risultati. La scelta di creare una vera e propria “bolla” intorno al gruppo, isolandolo dalle polemiche esterne, si è rivelata vincente: i calciatori hanno potuto concentrarsi esclusivamente sul campo, restituendo prestazioni all’altezza del nome che portano sul petto.

I conti, chiaramente, si tireranno a fine stagione. Ma una cosa è certa: la Reggina ha l’obbligo morale e sportivo di vincere questo campionato. Non solo per una classifica, ma per una città che deve essere riportata fuori dalla Serie D dopo troppe umiliazioni subite negli ultimi anni.

Come detto già nelle prime settimane, quando la società arrivava perfino a contestare chi contestava, la medicina migliore non poteva che essere una sola: vincere sul campo. Perché le ferite erano profonde e alcune sconfitte, come il derby di Messina perso contro una squadra costruita all’ultimo minuto, piena di giovani, capace di impartire una lezione anche extra-calcistica agli amaranto più esperti, non potevano essere ignorate o minimizzate. Quelle umiliazioni andavano contestate, senza se e senza ma.

Forse si è dovuto toccare il fondo per comprendere davvero che la Reggina è una cosa seria. Per chi ha avuto l’onore di indossare questa maglia senza comprenderne fino in fondo il valore. E per chi ha gestito e parlato senza cognizione di causa, preferendo spesso vittimizzarsi piuttosto che assumersi le proprie responsabilità.

Ora, però, parla il campo. E la Reggina, finalmente, risponde con i fatti.

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