Perché l’amore per la squadra del cuore è diverso da tutti gli altri. Non cambia, non tradisce, non passa
Caro figlio mio,
forse oggi sei ancora troppo piccolo per capire davvero cosa significhi questa data. Per te è solo un giorno d’inverno, uno di quelli in cui il mare di Reggio sembra più scuro e il vento porta con sé l’odore dello Stretto. Ma sappi che l’11 gennaio non è un giorno qualunque. È il giorno in cui è nata la Reggina. Era il 1914.
Te lo racconto come si raccontano le cose importanti, a bassa voce, perché entrino piano nel cuore e non se ne vadano più.
La Reggina è nata prima di noi, prima dei nostri nonni, prima di tante storie che oggi diamo per scontate. È nata in una città che ha conosciuto dolore, terremoti, partenze, silenzi e rinascite. Ed è cresciuta insieme alla sua gente, con la stessa testardaggine, con la stessa dignità, con la stessa voglia di non arrendersi mai.
Essere della Reggina non è solo tifare una squadra di calcio. È imparare, fin da piccoli, che si può cadere e rialzarsi. Che si può perdere e continuare ad amare. Che non servono vittorie facili per sentirsi fieri, ma fedeltà, memoria e appartenenza.
Ci sono state domeniche di gioia immensa, stadi pieni, bandiere al vento e occhi lucidi. E poi ci sono state le notti più buie, quelle in cui sembrava che tutto fosse finito. E invece no. Perché la Reggina, figlio mio, non è mai solo una categoria, un risultato o un bilancio. La Reggina è un sentimento che non retrocede, non fallisce, non si cancella.
Un giorno ti porterò allo stadio. Ti prenderò la mano e ti dirò: “Ascolta”. Ascolta il rumore della curva, il coro che sale, la città che si stringe tutta lì, in novanta minuti. Capirai che quello che senti non è solo tifo: è casa.
Perché l’amore per la squadra del cuore è diverso da tutti gli altri. Non cambia, non tradisce, non passa. È l’unico amore che resta anche quando fa male. Anzi, soprattutto quando fa male.
Oggi la Reggina compie gli anni. Compie 112 anni di storia, di lotta, di orgoglio amaranto. E io, come mio padre prima di me e come farò io con te, ti consegno questo amore senza condizioni. Non perché tu debba capirlo subito, ma perché un giorno, guardandomi negli occhi, tu possa riconoscerlo.
Buon compleanno Reggina.
Per sempre, comunque.
(Foto di Fortunato Serranó)
Dal 1914.