Roberto Brunamonti a Reggio: "Il playmaker non è morto, è solo evoluto. E il legame Virtus-Viola è storia"

Autore Redazione Web | ven, 28 nov 2025 18:32 | Brunamonti Basket Viola

Il mito del basket italiano racconta emozioni e progetti tra presente e passato, da Gebbia a Ginobili, da Porelli a Viola

Il mito del basket italiano, nell'intervista di Giovanni Mafrici, racconta emozioni e progetti tra presente e passato, da Gebbia a Ginobili, da Porelli a Viola, passando per il basket femminile ed anche per Richadson e Paiola.

«Qui non voglio dirti che sono di casa perché esagererei, però ogni volta che vengo per me è sempre un piacere». Roberto Brunamonti, storico capitano della Virtus Bologna e bandiera del basket italiano, torna a Reggio Calabria e si confida in un'intervista ricca di emozioni e ricordi. L'occasione è legata al progetto di selezione giovanile che lo vede impegnato a "Casa Lumaka", dove sta valutando le migliori prospettive del Sud Italia all'interno del progetto Federale.

«Questa è la penultima tappa dove vediamo le ragazze calabresi e siciliane nate nel 2011-2012 – spiega Brunamonti – e stiamo riscontrando buoni prospetti». Novantasei atlete rappresenteranno tutta l'Italia negli Academy Games in programma dall'11 al 14 dicembre. «Stanno arrivando dei frutti a livello macro – osserva –, quest'estate anche grazie a Giovanni Lucchesi, che troppo spesso viene nominato poco, si è lavorato tanto e adesso qualcosa sta finalmente arrivando».

Il viaggio a Reggio non può che riaccendere la memoria. «Ho mille ricordi, ho amici, ho perso amici e uno su tutti è Gaetano Gebbia che appena posso ricordo sempre – dice con commozione Brunamonti –. Credo che lui sia stato molto importante per la pallacanestro non solo della Viola, ma per la pallacanestro in generale».

Tra i ricordi più vividi, quello di un compagno di squadra eccezionale, Sugar Richardson: «Sugar, arrivato in Italia a 34 anni dopo essere stato fermato per cose non inerenti allo sport. Lui avrebbe giocato sicuramente altri 15 anni in NBA e poteva diventare top 20 di sempre. Aver giocato con lui per 3 anni è stato un onore e un piacere».

Il cuore dell'intervista batte però per lo speciale legame tra Virtus Bologna e Viola Reggio Calabria. «Un legame forse ancora più forte di quello con la Fortitudo – racconta Brunamonti –, grazie all'amicizia tra Porelli e Viola». Ricorda con affetto un episodio unico: «La finale mancata, quell'amichevole giocata a Bologna dopo il canestro annullato a Dean Garret, quando Bologna accolse Reggio Calabria per celebrare qualcosa che non c'è mai stato. Una situazione inedita nel mondo del basket».

Sul basket moderno e l'evoluzione del ruolo di playmaker, Brunamonti ha le idee chiare. «No, il playmaker non è morto, c'è assolutamente – afferma con convinzione –. Ognuno vive le sue ere». E cita un esempio a lui particolarmente caro: «Paiola gioca nel ruolo dove ho giocato io. È un giocatore straordinariamente bravo, straordinariamente completo, che ha lavorato e sta lavorando sul suo tiro».

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