La Reggina continua a farsi rispettare più da chi viene da fuori… che da chi dovrebbe portarla nel cuore
Al Granillo va in scena un’altra ferita amaranto
Domenica, al “Granillo”, è andata in scena l’ennesima figuraccia della Reggina. Un’altra, pesante, che fa male perché ormai non sorprende più. A prendersi i tre punti è stato l’Athletic Palermo, una piccola realtà che, passo dopo passo, sta costruendo qualcosa di importante nella città siciliana. Sono venuti a Reggio Calabria con umiltà, coraggio e, soprattutto, rispetto. E hanno vinto 2-3, lì, dove per anni tante squadre sono entrate quasi in punta di piedi.
Il Granillo non è uno stadio qualunque. È un luogo che ha visto campioni veri, che per anni hanno temuto la Reggina. L’atmosfera, il tifo, il peso di una maglia che ha portato la Serie A tra le prime realtà provinciali d’Italia: tutto questo era, ed è ancora, qualcosa che non si cancella. Qualcosa che si onora.
E fa un certo effetto vedere come i calciatori dell’Athletic Palermo, già dal loro arrivo in città, fossero emozionati di giocare contro la Reggina. Di calpestare quel campo. Di guardarsi attorno e respirare una storia che, per chi ama il calcio, parla da sola. E poi, una volta entrati sul terreno del Granillo, hanno dimostrato personalità, fame, presenza. Hanno dimostrato rispetto.
E qui, purtroppo, il discorso smette di essere calcistico. Perché parlare di tattica, tecnica o moduli, a questo punto della stagione, serve a poco. Soprattutto in casa Reggina. Quello che conta, quello che si è visto, è l’importanza che gli avversari danno alla maglia amaranto. Un’importanza che spesso sembra più viva nei loro occhi che in quelli di chi oggi indossa questi colori.
È un paradosso amaro, ma evidente: troppo spesso sono le squadre che arrivano a Reggio Calabria a portare più rispetto alla Reggina di quanto faccia chi dovrebbe rappresentarla ogni domenica. Quelle avversarie riconoscono il blasone, la storia, la fede popolare. Chi dovrebbe custodirla, invece, sembra smarrirla, quasi tradirla.
Usiamo il condizionale perché serve prudenza, ma la verità è che questa squadra più che la Reggina sembra la brutta copia di un multiverso ancora non definito, un qualcosa che assomiglia ai colori amaranto ma senza l’anima amaranto.
Il problema non è perdere. Il problema è perdere la propria identità.
E domenica, al Granillo, la sensazione era chiara: la Reggina continua a farsi rispettare più da chi viene da fuori… che da chi dovrebbe portarla nel cuore.
Foto profilo Athletic Palermo