Un mix di suoni, danza, fuoco e teatro nella
suggestiva cornice di un borgo incantato.
I suoni della città e quelli della natura, in un
digradare dai clacson, ai rombi degli aerei, ai grilli, al vento, all’acqua,
mentre un’artista in abito bianco e ombrellino comincia a danzare sinuosamente
tra mille bolle per poi trasformarsi in fata “nera” e giocare con il fuoco.
Sullo sfondo, proiettate immagini forti e testi poetici. E poi un monologo. Del
ciarlatano. Questo lo scenario dello spettacolo del Balenando in Burrasca Reading Festival che domenica sera ha emozionato gli spettatori, facendo vivere
un’esperienza quasi “mistica”, immersi nel silenzio incantato di un luogo
d’altri tempi, Borgo Nocille. È quanto si legge in un comunicato dell'organizzazione.
Ad aprire il triplo appuntamento, la musica di Antonio Aprile che ha delineato, passando dai “rumori” della città ai suoni della natura, un vero e proprio paesaggio sonoro con il progetto Border Soundscapes e le note di One Zero. Una performance che si è letteralmente fusa con quella di Thekla De Marco, artista che ha creato delle suggestioni uniche ed emozionanti con giochi e coreografie originali danzando tra le bolle e le lingue di fuoco. Il tutto mentre correvano veloci le immagini toccanti del video di suggestioni visive con testi tratti dal libro Interno 51 di Eleonora Scrivo.
A seguire il monologo
del ciarlatano, in cui un bravissimo Mimmo
Fiore ha interrogato se stesso e fatto divertire ma anche riflettere su
temi importanti come la guerra, l’inquinamento e soprattutto l’uomo e la sua
natura che lo porta a sopraffare gli altri uomini. Homo Homini Lupus, del resto, è il titolo della performance
teatrale che ha suscitato diversi stati d’animo e reazioni nel pubblico,
invitando ad una ipotetica rinascita interiore, e che si è conclusa con un messaggio
di speranza, un invito a cambiare e con la significativa “Ninna Nanna della
guerra” di Trilussa.
A conclusione dello spettacolo, l’apericena basata sui prodotti enogastronomici tipici di Borgo Nocille, immersi tra gli alberi d’ulivo, i mandorli e i bergamotti e lo scenario naturale e genuino di un luogo rivalutato e valorizzato dall’omonima associazione grazie al presidente Demetrio Laganà.