L'ingresso è libero alla cittadinanza ricorda l'Orchestra del Teatro Cilea
Tutto pronto per il grande evento all’arena di lunedì 21
Agosto, alle ore 21.30, nel cuore del Lungomare monumentale Italo Falcomatà. In
scena "Pagliacci", dramma in due atti, libretto e musica di Ruggero
Leoncavallo. A ricordarlo alla cittadinanza tutta è l’Orchestra del Teatro
Cilea, guidata dal M° Pasquale Faucitano e il Direttore Musicale ed Artistico
dell’evento il M° Alessandro Tirotta. (nella foto il Cast dei solisti,
Direttore, Regista, M° Collaboratore e Presidente e Primo violino dell’OTC) Ad
interpretare la straordinaria opera sarà a punto l'orchestra del teatro F.
Cilea, insieme al Coro lirico F. Cilea. "Una produzione straordinaria -
commenta il consigliere delegato alla cultura della Città metropolitana Filippo
Quartuccio - un'altra perla di rara bellezza che rappresenta certamente uno
degli eventi più prestigiosi del nostro calendario estivo. Da anni ormai,
insieme al sindaco Giuseppe Falcomatà ed ora con il facente funzioni Carmelo
Versace, ci siamo riproposti l'obiettivo di riportare l'arte lirica di fronte
al grande pubblico, con eventi di richiamo, ad ingresso gratuito, capaci di
coinvolgere l'intera cittadinanza reggina, che siano accessibili a tutti.
Perché la lirica non deve essere intesa come un'arte elitaria o esclusiva, ma
come un'occasione popolare di socialità e di condivisione, sotto l'aspetto
culturale ma anche squisitamente emotivo. Siamo orgogliosi di riproporre un
evento del genere in un contesto di rara bellezza come quello del nostro
Lungomare. Dopo il successo dello scorso anno sarà un'altra serata magica, con
un format che deve diventare familiare nella nostra città, capace di attrarre
non solo la comunità ma anche turisti e visitatori". L’opera
"Pagliacci", la cui prima rappresentazione si tenne al Teatro dal
Verme di Milano il 21 maggio 1892, a detta dello stesso Leoncavallo, si ispira
a un delitto realmente accaduto a Montalto Uffugo, dove il compositore visse da
bambino alcuni anni. Probabilmente anche l’ispirazione della vicenda rende un
legame particolare tra l’opera e la Calabria. La produzione, ad opera
dell’Orchestra del Teatro “F. Cilea” vedrà protagonisti il Coro lirico “F.
Cilea” e ovviamente l’Orchestra del Teatro, impegnati in questi mesi nelle
produzioni estive di Taormina Arte. Per l’occasione, coro ed orchestra, saranno
guidati dal direttore principale di quest’ultima, il maestro Alessandro
Tirotta, bacchetta carismatica ed artista apprezzato a livello internazionale.
Protagonista dell’Opera, in riva allo stretto, nel vero senso del termine,
vista la location, sarà il tenore Walter Fraccaro (Canio), cantante tra i più
prestigiosi in Italia e all’estero, per la prima volta a Reggio Calabria. Il
tenore, dalla carriera internazionale e presente nei maggiori teatri del mondo,
sarà affiancato dalla brava e bella presenza del soprano georgiano Elena Sabas
(Nedda), soprano in auge con importanti esperienze in tutta Europa. La parte di
Tonio, e quindi dell’affascinante Prologo, è affidata alla robusta voce del
coreano Cesare Kwon, mentre la parte di Silvio, amante di Nedda, sarà affidata
al baritono reggino (Scilla) Raffaele Facciolà, che si sta distinguendo in
numerosi contesti e Festival prestigiosi. Completa il Cast la fresca voce del
tenore Davide Benigno. La regia dell’opera, assieme alle luci e alla scelta dei
costumi, è affidata al veterano Mario De Carlo, in una produzione tutta nuova e
realizzata per il contesto e le esigenze di produzione, con l’ausilio del
graphic designer Maurizio de Marco. Maestro del coro Bruno Tirotta, Maestro
collaboratore Andrea Calabrese, assistente alla regia Marco Labate, Artisti
circensi “Giocolereggio”. Costumi della Sartoria Bianchi di Milano, assistente
ai costumi Grazia D’Agostino, trucco e parrucco Alfredo Danese, responsabile
della produzione Angela Battaglia. L'opera La scena si apre con il prologo,
affidato al baritono che interpreta Tonio, la sua funzione è di fungere da
portavoce dell'autore e introdurre alla poetica e ai principi informatori
dell'opera. La piccola compagnia teatrale itinerante formata da Canio, la
moglie Nedda, Beppe e Tonio arriva in un paesino del sud Italia per mettere in
scena una commedia. Silvio, contadino del luogo, è l'amante di Nedda, suo
marito non sospetta alcun tipo di tradimento, ma una volta scoperti sul punto
di promettersi amore Silvio fugge via, senza essere visto in volto. Il marito
di Nedda è furioso con lei. Il pubblico freme e non può più aspettare, infatti,
Beppe arriva dai due per sollecitare l'inizio della commedia. Niente da fare
per Canio che non può far altro che cominciare a prepararsi per lo spettacolo.
Alla fine di un intermezzo sinfonico, Canio deve fingere di impersonare un
marito tradito. Ovviamente, data la sua condizione, la realtà prende il
sopravvento sulla finzione e così riprende il discorso, mai concluso, con Nedda
rinfacciandole di averlo tradito. La donna prova a mantenere i toni da
commedia, ma nel momento in cui si sente minacciata li abbandona per reagire
con scontrosità. Beppe vorrebbe intervenire, Tonio glielo impedisce ed intanto
il pubblico inizia a capire che lo spettacolo che stanno osservando non ha più
nulla a che vedere con la finzione. Nedda non ha il coraggio di nominare il
nome del suo amante e Canio, di fronte a questo rifiuto, accoltella prima la
moglie e poi Silvio, che era giunto in suo soccorso e si trovava a sedere tra
il pubblico. Sarà Tonio (o Canio, a seconda delle scelte musicali e registiche)
ad esclamare "La commedia è finita", nel gelo più totale.