Il saggio-spettacolo di fine anno ispirato dallo scritto di Ginetta Rotondo.
Meritato
successo per il “Centro Studio Danza” diretto dalla prof.ssa Gabriella Cutrupi
che, ancora una volta - si legge in un comunicato -, entusiasma, appassiona e coinvolge un pubblico attento e
curioso all’interno di un’insolita location come il Palabotteghelle di Reggio
Calabria.
Annunciato
come un saggio-spettacolo di fine anno si è rivelato un capolavoro artistico
degno dei più grandi palcoscenici. Tutto nasce dall’ idea e dalla voglia di sensibilizzare i
giovani e i meno giovani alle tematiche sociali, a cui la Cutrupi ha sempre
dedicato parte attiva della sua vita, che ha visto nel connubio artistico “scrittura
– balletto” la sua realizzazione. Così la “Storia di un pesce che voleva
volare” scritto da Ginetta Rotondo, professoressa crotonese, diventa musa
ispiratrice per la prof.ssa Gabriella Cutrupi.
Ginetta
Rotondo nasce a Verzino, in provincia di Crotone, si laurea in Filologia
italiana e vive ed insegna a Bassano del Grappa. Per la CSA Editrice pubblica
nel 2011 il romanzo “L’ ospite inattesa”, nel 2021 il prosema “Volevo solo
essere felice” e nel mese di giugno c.a. la “Storia di un pesce che voleva
volare”.
Il libro
racconta la storia di Sofia, una giovane trota che abita insieme alla sua
famiglia nell’acqua del Vitravo. E’ una pesciolina curiosa e la sua più grande
forza è quella di non fermarsi alle apparenze, di non limitarsi a credere a ciò
che le viene detto. Si pone continue domande e prova a scoprirne le risposte.
Il sogno della piccola Sofia è quello di volare e di vedere il mondo fuori dalla
sua fiumara. Per fare ciò sarà aiutata da nonna Bess e da un misterioso luccio,
don Ettore, temuto da tutti i pesci di Vitravo. Bess e don Ettore sono esseri
speciali, anime di uomini trasmigrate nelle squame di un pesce. Lei era stata
la moglie di un grande mago austro-ungarico, lui, invece, era stato un grande
fisico italiano. Scienza e magia, binomio di materia e antimateria, tra
fascino, emozioni e contraddizioni per il nostro mondo così maltrattato
dall’uomo.
E già da
subito possiamo cogliere la sensibilità e l’amore della Cutrupi nel voler dar
lustro alla nostra meravigliosa terra di Calabria: la scelta di una scrittrice
calabrese che, a sua volta, narra una storia fantastica ambientata nella valle del
Vitraro, affluente del fiume Neto, tra i monti della Sila e il Mar Jonio,
incastonato all’interno di un piccolo paesino chiamato Verzino. Posto
incantevole, un vero scrigno di natura, paesaggio, cultura con un rilevante
patrimonio geologico straordinario, con la presenza dei diapiri salini, rocce
evaporitiche saline, geositi unici in Europa, oggetto di studio di scienziati
da tutto il mondo.
Da qui
dunque parte la “Storia di un pesce che voleva volare” e da qui ha inizio lo
spettacolo in un libero adattamento Coreico della Cutrupi, sostenuto, approvato
e condiviso dalla scrittrice, amica, Rotondo.
In scena si
alterna l’arte declinata nelle sue varie accezioni: balletto, danza, canto,
recitazione, attraverso le quali prendono vita valori importanti come: il
rispetto dei territori, la denuncia all’inquinamento, l’amore per la storia,
l’importanza dei sogni, la difesa degli ideali. La danza classica, il modern,
il social, la danza aerea, l’hip hop, la break dance, il teatro danza, il tai
chi, si sono resi portavoce di messaggi di educazione civica, di storia, di
geografia, di storia dell’arte. Un modo straordinario, innovativo, e perché no,
didatticamente ineccepibile, per insegnare, trasmettere, affascinare i giovani,
i bambini e gli adulti, così come è stato per il pubblico del Palabotteghelle
che con scroscianti applausi ha ringraziato la sua direttrice Gabriella Cutrupi
con tutta sua efficientissima equipe didattica.
L’arte ha
una potenza benefica e può fare da cassa di risonanza per sensibilizzare
l’umanità; uno spettacolo così completo, profondo, inclusivo e
contemporaneamente leggero e allegro sarebbe il mezzo perfetto per educare i
ragazzi, per insegnare loro ad essere cittadini del mondo, sarebbe bello che la
scuola si avvalesse della danza, dell’arte in genere per far breccia nel cuore
e nell’anima di ogni studente, per riportarli in un mondo in cui i sogni, la
creatività devono essere la linfa per
costruire grandi obiettivi, progetti, così da ricreare una relazione
osmotica con il nostro meraviglioso pianeta Terra.