Un problema che perdura ormai da diverso tempo sul territorio
Il 10 ottobre in tutto il mondo si terrà la giornata
mondiale della salute mentale, quale momento più favorevole per impegnarsi
nella risoluzione di un problema come quello delle strutture psichiatriche
reggine che perdura da oltre trent’anni? Per tale motivo il Coolap tenta di
scuotere gli animi, assopiti da tempo, con la seguente lettera aperta, che oltre
a essere resa pubblica, sarà inviata personalmente alle istituzioni.
Gentilissime Istituzioni,
la presente lettera nasce
dall’esigenza di far comprendere che il tempo per le strutture psichiatriche
reggine sta volgendo al termine e, con loro, il sacrificio e l’impegno più che
trentennale di oltre 150 operatori. Crediamo che sia superfluo ricordare che tale
apocalittica tragedia comporterebbe conseguenze nefaste e irrimediabili per tanti
pazienti, famigliari, operatori e per un territorio in piena crisi sociale ed
economica. Sebbene la salute mentale sia
riconosciuta e tutelata dalla Costituzione e dall’organizzazione mondiale della
sanità, ancora i servizi a lei dedicati soffrono dell’indifferenza e dello
scarso pragmatismo di chi li dovrebbe tutelare e riconoscere.
Noi operatori del Coolap
lottiamo da tempo e con ogni mezzo per scongiurare tale tragedia, ma
l’indifferenza e il benaltrismo politico ci sconforta e ci rende consapevoli
che il disagio mentale, che fa parte della complessità umana, non interessa a
nessuno. È necessario, gentilissime Istituzioni, che tale considerazione sia da
parte Vostra riconsiderata così da agire nel più breve tempo possibile. Vi ricordiamo,
a tal proposito, che da oltre otto anni i ricoveri sono bloccati
e questo ha comportato il venir meno del diritto alla cura per tanti pazienti,
che avrebbero come unica alternativa la strada. Molti vengono, passateci il
termine poco ortodosso, “deportati” in altre strutture fuori regione,
rendendole più che mai traboccanti e assumendo sembianze manicomiali: tutto il
contrario di quanto compiuto dall’Italia con la legge Basaglia, tesa proprio ad
eliminare questo tipo di strutture. Abbiamo constatato con la pubblicazione
della rete territoriale, che i numeri dei posti letto (170 circa) non sono
assolutamente corrispondenti alla richiesta di un territorio vasto come quello
di Reggio Calabria e provincia.
Il rapporto
Istisan (istituto superiore di sanità) di giugno 2023 presenta un’analisi
dettagliata della residenzialità psichiatrica in Italia, che vede la Calabria
essere sotto il valore medio nazionale del 50%, sia per strutture psichiatriche
attive (-93%), posti letto residenziali psichiatriche (-81,1%), presenze in
strutture psichiatriche (-98,4%) e ammissioni in strutture residenziali psichiatriche
(-98%).
Numeri, a parer nostro, che
dovrebbero fare riflettere e che vedono la Calabria fanalino di coda nella cura
e nel trattamento del disagio mentale. Ovviamente, messi in condizione di
farlo, noi operatori avremmo la possibilità di fare meglio e di più, ma
purtroppo siamo costretti ad una lotta psicologica e quotidiana per mantenere
la sopravvivenza e per non far mancare il nostro supporto ai nostri pazienti
che, Vi assicuriamo, vedono in noi un punto di riferimento e in alcuni casi una
famiglia. Quest’ultimo e fondamentale punto ci spinge verso la lotta dei
diritti e ci sprona a non mollare fino allo stremo delle nostre forze e alla
risoluzione dei problemi. Il delicato
lavoro terapeutico e riabilitativo che noi svolgiamo non è sostenuto ed è in
balia d’inerzie amministrative che ne bloccano la crescita, questa è la realtà
dei fatti. Partendo da queste consapevolezze, Vi chiediamo un confronto
immediato e che dia delle reali soluzioni e non ulteriori perdite di tempo o di
energie. L’obbiettivo da raggiungere dev’essere comune e deve contrastare la
rassegnazione e l’inoperosità che aleggia nella mente di chi ancora non
comprende l’importanza di certi temi, che evidenziano quelle fragilità umane più
devastanti nei giovani, portandoli a idee suicide di cui sono piene le cronache
odierne.
La cura della salute
mentale dev’essere “strumento maturo” e sufficientemente attendibile, ma al
momento risulta ostaggio di criticità e di carenze di risorse economiche e
strutturali di cui la politica, e non solo, si deve fare assolutamente carico,
come facciamo noi da sempre e con spirito di sacrificio.
Vi ringraziamo e
rimaniamo in attesa di cordiale e tempestivo riscontro - chiosa la nota.