Al centro del dialogo l’inaspettato taglio di posti letto.
È ripreso oggi, con un incontro presso la Direzione dell’Asp di Reggio Calabria il confronto sul futuro delle strutture psichiatriche reggine, dopo che la diffusione del documento con cui è stata riorganizzata la Rete territoriale e ospedaliera regionale aveva chiuso bruscamente tutte quelle piccole aperture che costituivano una speranza per i lavoratori del settore. A riferirlo, un comunicato del sindacato USB Reggio Calabria.
E
l’inaspettato taglio di posti letto, a fronte di un fabbisogno previsto già
abbondantemente inferiore al numero di ricoveri fuori regione, è stato al
centro del confronto tra una delegazione di USB, Coolap e Legacoop e la dr.ssa
Di Furia, direttrice generale dell’Asp, la dr.ssa Renda, direttrice sanitaria,
e la dr.ssa Bagalà, direttrice pro tempore del DSMeD.
Nonostante
il clima di confronto sereno e la comune preoccupazione per la situazione in
cui versa il settore psichiatrico, a farla da padrone è stato lo scetticismo verso
quelle istituzioni che dovrebbero garantire gli interessi dei cittadini,
soprattutto quando sono afflitti da patologie di varia natura e necessitano di
cure e assistenza. Ci riferiamo certamente alla Regione Calabria, che taglia
rifacendosi a freddi indici nazionali ma senza minimamente considerare il
contesto reale, ma anche a tutti gli altri rappresentanti istituzionali cui in
questi anni ci siamo rivolti e dai quali abbiamo ricevuto solidarietà di
facciata ma nessun impegno concreto. Oggi la situazione sta rapidamente
raggiungendo un punto di non ritorno, con cooperative che rischiano di non
superare il 2023, e il silenzio che circonda le strutture psichiatriche è
sempre più assordante.
Al
termine dell’incontro la delegazione ha presentato ai vertici dell’Asp una
richiesta urgente per l’istituzione di un Tavolo tecnico, che parta però dal
riconoscimento delle strutture. Perché l’aspetto forse più paradossale è che da
trent’anni queste realtà svolgono un servizio per il Sistema Sanitario
Regionale, con la presenza di personale del SSR, pagate mensilmente dal SSR, ma
che il SSR non riconosce.
Si
attende un riscontro doveroso, immediato e proficuo dalla Regione Calabria, su
cui ricadono le responsabilità della vicenda, anche al fine di evitare
ulteriori forme di protesta per un settore già troppo gravato da difficoltà.