«L’impegno sta fruttando il recupero di anni di enormi ritardi nell’erogazione dei fondi nazionali per la non autosufficienza».
Qualcosa sta cambiando in Calabria per i malati
affetti da patologie neurodegenerative come la SLA. È quello che emerge dal
“Tavolo tecnico consultivo per le disabilità” al quale hanno di recente preso
parte dirigenti regionali del settore Welfare, rappresentanti del Dipartimento
regionale Tutela della Salute e alcune associazioni, tra cui l’Aisla.
La presidente dell’Aisla Calabria, Francesca
Genovese - si legge in una nota dell'associazione -, ha comunicato con soddisfazione le novità che procedono verso la
giusta direzione: «Finalmente oggi l’impegno sta fruttando il recupero di anni
di enormi ritardi nell’erogazione dei fondi nazionali per la non
autosufficienza che lasciavano le persone con SLA senza alcun aiuto economico
per intere annualità». La nuova programmazione regionale per l’FNA, inoltre, ha
visto la conferma delle modifiche proposte dai rappresentanti Aisla per quel
che concerne l’Assegno di cura. È stata, infatti, prevista una maggiorazione
del contributo fino a mille euro a favore degli ammalati che si trovano in
dipendenza vitale, cioè coloro che necessitano di assistenza e
monitoraggio socio sanitario h24.
«Le criticità, tuttavia, sono tutt’altro che in via
di risoluzione. – continua Genovese – La SLA rappresenta un paradigma per le
malattie croniche degenerative ad alta complessità, nel quale è
possibile riconoscere come l’innovazione tecnologica associata a miglioramenti
della gestione clinica abbiano allungato di molto le prospettive e la qualità
di vita delle persone con SLA. Purtroppo, la Calabria mostra un panorama molto
differente rispetto ad altre regioni. I dati della letteratura scientifica indicano
che la presa in carico multidisciplinare, sviluppata secondo un modello
organizzativo di riferimento con un PDTA (Percorso diagnostico terapeutico
assistenziale) in grado di aumentare la quantità e la qualità della vita, nella
nostra regione non accade, anche per mancanza di competenze specialistiche».
«Le persone con SLA sono, infatti, spesso assistite
da personale non propriamente formato e che si trova ad operare sempre in
emergenza-urgenza. - chiarisce la presidente - Per non parlare delle difficoltà
a rispettare i percorsi di autodeterminazione e le scelte terapeutiche della
persona con SLA come vorrebbe la normativa vigente della legge 219/2017, e che
conducono a un epilogo spesso drammatico e familiari impotenti di fronte alla
sofferenza del congiunto».
L’Aisla Calabria, pur riscontrando grande attenzione
dal punto di vista sociale da parte di questo governo regionale nei confronti
degli ammalati con disabilità gravissime, ritiene necessario muoversi anche
verso percorsi formativi specializzati, oltre che dal punto di vista
programmatico. Per questo, grazie al patrocinio della Regione Calabria e al
contributo di diversi professionisti sanitari che operano da anni accanto alle
persone con SLA, offrirà un punto di vista multidisciplinare proprio sul tema
della programmazione e assistenza delle malattie come la SLA nel convegno
“Malattie neurodegenerative - Il «nuovo» paradigma assistenziale” che avrà
luogo a Catanzaro il prossimo 28 giugno presso la Cittadella regionale. «A
seguito degli interventi dei relatori, che costituiranno anche un momento
formativo per il personale sanitario grazie ai 4 crediti riconosciuti, - spiega
Genovese - il convegno si aprirà al pubblico dibattito, momento durante il
quale un contributo al confronto verrà offerto anche dai numerosi
rappresentanti delle istituzioni che hanno già confermato la loro presenza. Ci
auguriamo che da questo convegno riparta una nuova prospettiva che diventi
presto realtà per questi pazienti che non hanno altro tempo per attendere».