«Il trapianto rappresenta l’unica cura salvavita per tutte le gravi insufficienze delle funzioni epatica, cardiaca e polmonare».
Trapianti d’organo e donazione, temi estremamente attuali, al centro dell’attenzione da parte dell’Ordine dei medici della provincia di Reggio Calabria. Il corso di aggiornamento organizzato dallo stesso Ordine, con il patrocinio dell’Aido e dell’Associazione italiana Donne Medico e svoltosi nell’auditorium dello stesso ente, ha permesso, infatti, di focalizzare lo “stato dell’arte” su un tema estremamente delicato e complesso, registrando una nutrita partecipazione di medici, liberi professionisti, esperti del settore e rappresentanti del volontariato.
«La donazione da un punto di vista etico
– ha sottolineato nel corso dell’incontro il dottore Giuseppe Zampogna, vicepresidente dell’Ordine dei Medici - affronta temi che sono assolutamente
appropriati con i principi del medico e dell’Ordine. Questa giornata, quindi, è
una celebrazione, un invito ad aderire alla donazione ed all’assenso per i
trapianti. Questo perché prima di tutto va migliorata la cultura della
donazione e a questo proposito va detto che perché la Calabria non brilla certo
rispetto a questo argomento, risultando ultima tra le regioni italiane con un
indice del dono sotto la media nazionale, nonostante la presenza di qualche
isola felice all’interno dello stesso territorio. Occorre che la gente comprenda
– rimarca il Vicepresidente
dell’Ordine - che il trapianto
rappresenta l’unica cura salvavita per tutte le gravi insufficienze delle
funzioni epatica, cardiaca e polmonare mentre
per quanto riguarda la funzione renale rappresenta una valida alternativa per
tutti quei pazienti che sono già o che dovranno sottoporsi a dialisi.
Trapianti, quindi, non solo salvavita ma che migliorano decisamente la qualità
della vita e del contesto familiare facendo si che il trapiantato riprenda una
vita normale».
Anche il dottore
Nicola Pavone, presidente regionale Aido (Associazione italiana per la
donazione di organi) conferma
il dato negativo calabrese riguardo le donazioni. «La Calabria è tra le regioni meridionali che registra un alto numero di
opposizioni. Complimenti all’Ordine dei medici per aver organizzato questa
iniziativa di aggiornamento, anche perché occorre colmare il gap esistente tra
le regioni meridionali, soprattutto la Calabria. Donare gli organi, è bene
ricordarlo, rappresenta un gesto d’amore ma anche di solidarietà, perché
proprio attraverso questo gesto si permette ad altre persone di vivere una vita
normale. Ed in tutti i casi rappresenta l’unico antidoto alla morte. In Calabria
abbiamo due centri di eccellenza per il trapianto del rene, Cosenza e Reggio Calabria,
ma la carenza di organi non permette a queste strutture di sopperire al
fabbisogno e la lista d’attesa è sempre più lunga per i trapiantati».
Ed
è proprio il dottore Edoardo Sgrò, direttore f.f. della Divisione di Urologia abilitata
al trapianto del Grande ospedale Metropolitano di Reggio Calabria a fare il
punto della situazione. «I trapianti in
questo momento sono in leggera ripresa dopo il periodo Covid che ha, invece,
registrato un crollo in tutto il Paese. Abbiamo anche eseguito l’anno scorso
due trapianti da vivente con tecnica robotica grazie al robot “Da Vinci” da
tempo operativo al GOM. Un dato, quest’ultimo, del tutto innovativo perché si
tratta della prima volta in Calabria. D’altronde, parliamo dell’applicazione di
nuove tecnologie che rappresentano un indissolubile valore riconosciuto a
livello mondiale. Ed anche la sanità reggina risulta al pari di altri Centri
più avanzati, strutture ospedaliere che hanno ricevuto questa nuova tecnologia
diversi anni prima di noi. Quello che invece ci preoccupa è la carenza di
personale medico, insufficiente per far si che la complessa “macchina” dei
trapianti possa operare nel pieno delle sue capacità».
Importante, forse decisiva,
la collaborazione con le associazioni di volontariato. «Con l’Aido contiamo sempre di più, qui all’Ordine, di rendere
più fattiva questa collaborazione – afferma la dottoressa Anna Rosaria Federico, coordinatrice della ‘Commissione
Rapporti Ordine, Società e Volontariato’ - perché si tratta di un argomento troppo importante e che deve essere
portato avanti, parlando anche con i colleghi. Inoltre, anche in questo campo,
essendo referente della ‘Medicina di genere’ dell’Ordine, posso tranquillamente
affermare che si notano delle differenze e disuguaglianze nei riguardi della
donna, secondo i dati maggiore donatrice, probabilmente perché più empatica e
con maggiore sensibilità, ma minore ricevente. Vanno sensibilizzati, quindi,
sia i Centri Trapianto ma anche le politiche in modo tale che ci sia maggiore
equità nella donazione e nel trapianto».
Notizie ancora più dettagliate sull’argomento arrivano dal dottore Pellegrino Mancini, direttore del
Centro regionale Trapianti del GOM.
«L’indice
del dono vede la Calabria all’ultimo posto in Italia riguardo le dichiarazioni
di volontà contrarie alla donazione dopo la morte a scopo di trapianto,
rilasciate ai Comuni al momento del rinnovo della carta d’identità. Una cosa
gravissima – afferma
il dottore Mancini - perché vuol dire che
non siamo minimamente coinvolti al problema, dal momento che il dato si traduce
in quasi il cinquanta per cento di opposizioni. Il lato positivo è che i dati
ufficiali del Centro nazionale Trapianti, riguardo l’anno 2022, ci dicono che
la Calabria, riguardo il Centrosud, si colloca, dopo il Lazio, al secondo posto
come numero di donatori utilizzati per milione di popolazione. Questo vuol dire
che le cose vanno meglio rispetto al passato ma ancora oggi tanti cittadini
dicono di no anche in ospedale, dal momento che si arriva al 40 per cento di
opposizioni nei nosocomi calabresi. L’incontro di oggi, quindi – conclude il direttore del Centro regionale
trapianti - è davvero importante
perché si rivolge a tanti colleghi ed è giusto che gli stessi vengano informati
correttamente su quello che vuol dire l’importanza della donazione degli organi
a scopo di trapianto».