Il racconto di una docente del Piria salvata dopo un malore nonostante le condizioni proibitive
La lettera di una docente che racconta la sua esperienza
tra gli eroi silenziosi di ogni giorno, che ha inviato attraverso i canali
istituzionali al Capo dello Stato e al Presidente del Consiglio. Di seguito il
testo della missiva:
Carissimi Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e
Presidente del Consiglio Giorgia Meloni,
Sono Grazia Maria Condello, docente dell’Ite Piria di
Reggio Calabria, che ha sempre creduto nel nostro paese, nei valori, nella
bellezza, generosità e sensibilità che ogni italiano ha nel proprio Dna, ma
ieri più che mai ho constatato per l’ennesima volta che cosa significa essere
cittadino Italiano e come questa nostra Nazione, tanto criticata, anche dagli
stessi concittadini, è la più organizzata, professionale, unita, ma
principalmente umana che sa lavorare in squadra.
Si, perché tutto ciò mi ha dato la possibilità di essere
ancora viva e di poter raccontare questo episodio.
Certo, da buona credente so che sono stata graziata dal
buon Dio, ma il lavoro dei professionisti italiani ha reso possibile questa
testimonianza.
Martedì mattina del 28 marzo, mentre ero in servizio per
accompagnare in viaggio d’istruzione i miei alunni a Barcellona sulla nave
Grimaldi, ho avuto un attacco ischemico transitorio, o Tia, caratterizzato da
paralisi e sensazione di formicolio con intorpidimento localizzato al viso,
arti, mani e afasia, ossia difficoltà di parola. Ascoltavo quello che le
colleghe dicevano, ma ero lì incapace di dialogare o di compiere qualsiasi
gesto o passo. Fortunatamente sono state proprio le mie due compagne di lavoro,
molto in gamba, a rendersi conto della gravità delle mie condizioni di salute
così che immediatamente hanno contattato il medico di bordo il quale ha
affrontato egregiamente e professionalmente tale situazione.
Se sono viva lo devo proprio a Lui, che ha attivato tutto
ciò che poteva fare in emergenza sulla nave per stabilizzarmi e che insieme al
comandante e allo staff della Grimaldi, hanno organizzato, con non poche
difficoltà, il mio trasferimento in elicottero.
La mia avventura inizia di mattina verso le 9.15 9.30
allorquando venivano oltrepassate da poco le acque territoriali italiane.
Eravamo infatti appena entrati in acque francesi.
Il dottore, compresa la situazione, ha quindi chiesto al
comandante di poter attivare urgentemente i soccorsi per un trasferimento a
terra, ma i francesi non hanno concesso la disponibilità in tal senso. È stata
poi Civitavecchia e Roma a risolvere il caso attivandosi con la Spagna per
predisporre il trasferimento con l’elicottero.
Per raggiungere al più presto le acque spagnole, il
comandante ha dovuto aumentare la velocità di navigazione.
A pochi minuti dall’arrivo dell’elicottero sono stata
portata in barella al ponte 12, dal dottore e una squadra meravigliosa di
operatori della nave, che non solo mi hanno trasportata ma mi tranquillizzavano
che tutto sarebbe andato bene.
L’elicottero non ha potuto atterrare per il troppo vento,
quindi il medico e un infermiere sono scesi con la fune, mi hanno spostato di
barella, imbracata e sollevata fino a bordo dell’elicottero.
Se oggi sono viva, devo ringraziare il buon Dio e tutti
coloro che con Amore ogni giorno operano per il bene del prossimo.
Non so se leggerete questa mia missiva ma avevo desiderio
di manifestare il mio Grazie a tutti e alla nostra Nazione. Viva l’Italia.