Qualche consiglio utile sulla dieta dell'endocrinologo Domenico Tromba
In primavera aumenta il desiderio di mettersi in forma e dimagrire,
soprattutto se durante la stagione invernale ci si è lasciati andare a stravizi
e bagordi. Molte persone vogliono dimagrire solo per una questione
estetica, ma la motivazione corretta dovrebbe essere il raggiungimento di un
migliore stato di salute. Il sovrappeso o l’obesità, infatti, sono associati a
un aumento del rischio di patologie cardiache, diabete, artrite e alcuni
tipi di tumore. Di questo argomento, abbiamo parlato con il dott. Domenico
Tromba endocrinologo, responsabile del Day Service di Endocrinologia presso la
casa della salute di Siderno. "Gli alimenti che mangiamo sono una fonte di
energia - spiega il dottore - esattamente come la benzina per le macchine. Il
nostro organismo usa l’energia per tenere costante la temperatura corporea, per
muoversi e per mantenere in efficienza le sue varie funzioni, come il battito
cardiaco. In base agli ultimi dati, seppure non propriamente recenti, si stima
che in Italia più di un terzo della popolazione adulta (35,3%) sia in
sovrappeso e addirittura quasi una su dieci obesa; questo significa che quasi
la metà della popolazione italiana adulta (con più di 18 anni) è almeno in
condizione di sovrappeso". Perché è consigliabile perdere peso in eccesso?
"Se si è in sovrappeso od obesi - continua l'endocrinologo - aumenta
il rischio di: infarto, ictus, diabete di tipo 2, ipertensione, problemi
respiratori, artrite, problemi alla cistifellea, alcuni tipi di
tumore. Il peso eccessivo non è l’unico rischio per la salute, infatti anche la
zona dell’organismo in cui si accumula il grasso riveste una certa importanza,
perché il grasso più pericoloso in termini di fattore di rischio per altre
patologie è quello addominale (viscerale, perché contenuto tra gli organi). A
questo proposito si evidenziano alcune differenze tra i due sessi: le
donne con una silhouette a pera tendono ad accumulare il grasso sulle cosce e
sui fianchi, invece quelle con una silhouette a mela (più comune negli
uomini) accumulano il grasso all’altezza del girovita".
Chi è in sovrappeso e riesce a dimagrire miglioramenti immediati nella propria qualità della vita, può notare? "Intanto - continua il dott. Tromba - dorme meglio e più a lungo, si sente più in forma e rilassato, ha maggiore forza e flessibilità. Ovviamente chi è in sovrappeso e riesce a dimagrire si sente meglio anche psicologicamente ed affronta meglio la vita sociale; tuttavia chi dimagrisce solo per motivi estetici tende a recuperare il peso, mentre chi si impegna a seguire uno stile di vita più sano di solito riesce a non ingrassare nuovamente. La dieta non deve essere interpretata come una punizione o un sacrificio, piuttosto deve essere l’inizio di un nuovo stile di vita. Dimagrire è un processo fisiologico caratterizzato dalla riduzione del tessuto adiposo di riserva, a cui si aggiunge, come conseguenza, un calo della massa corporea totale". Su quali fattori si fonda il processo dimagrante?
"I fattori sono quattro - dice - il mancato equilibrio tra energia introdotta
con gli alimenti (inferiore) ed energia consumata dalle cellule (superiore)
tipico delle diete ipocaloriche; l’aumento dell'impatto metabolico dei cibi
tipico delle diete iperproteiche / chetogeniche e/o ricche di alimenti nervini;
l'aumento del metabolismo tipico dei regimi dimagranti che prevedono
l'associazione di diete moderatamente ipocaloriche ad attività di tonificazione
e potenziamento muscolare, temporaneamente favorito anche dall'uso di
alimenti o integratori nervini/termogenici; un complesso meccanismo di feedback
positivi e negativi che interessano tutto il metabolismo, l'asse ormonale e i
vari processi cellulari dei tessuti. Più precisamente, per dimagrire è
necessario porre l'organismo in condizioni di "catabolismo", cioè di
"demolizione" dei tessuti di riserva a scopo energetico (l'opposto
"dell'anabolismo" o "costruzione")".
I bersagli principali del processo catabolico - afferma il medico -
dimagrante sono l'adipe sottocutaneo, l'adipe viscerale, il glicogeno muscolare
e il glicogeno epatico; tuttavia, per vari motivi, una fase catabolica
eccessivamente intensa o dilungata può compromettere significativamente anche
l'integrità di altre strutture, in primis quella muscolare".
In pratica, per dimagrire è sufficiente mangiare meno di quello che si consuma? "Conditio sine qua non per perdere peso è il deficit calorico e, per questo, è necessario acquisire innanzitutto la percezione di quanto si consuma durante il giorno e nella settimana - conclude il dott. Tromba - compreso il fine settimana (i pasti non sono solo quelli che facciamo a tavola, ma anche tutti gli spuntini fuori pasto). Premesso questo, si può associare una attività aerobica praticata preferibilmente la mattina, della durata di almeno 30-40 minuti e mantenendo la frequenza cardiaca a valori compresi tra il 50 e il 70% della frequenza cardiaca massimale (220 – età) in modo da utilizzare come carburante i grassi. Il primo passo per stare meglio è cambiare radicalmente il tuo modo di nutrirti. È un percorso di educazione alimentare da portare avanti per tutta la vita. Comunque, il primo consiglio che rivolgo a chi soffre di sovrappeso, obesità o malattie del metabolismo, è quello di appoggiarsi a un professionista del settore, ovvero un endocrinologo o un dietologo o un nutrizionista specializzato, il tutto deve sempre essere condiviso con i propri familiari".