Sulla novità interviene il tecnologo alimentare Antonio Paolillo con qualche consiglio
di Antonio Paolillo* - Una nuova informazione in
etichetta al fine di allungare la shelf-life (vita di scaffale) degli alimenti
con l’obiettivo di ridurre lo spreco alimentare specialmente tra le mura
domestiche. La Commissione europea lancia la proposta di aggiungere o
sostituire alla classica dicitura "Da consumarsi preferibilmente entro
il..." anche il nuovo avviso "Spesso buono oltre..."
seguito naturalmente da giorno e mese. Una modifica alla data di scadenza che,
al momento, è contenuta in una bozza di atto delegato ma sulla quale l’UE è da
tempo al lavoro al fine di ridurre il più possibile lo spreco di cibo che,
stando alle statistiche, ha raggiunto dei numeri esorbitanti: 57 milioni di tonnellate
di rifiuti alimentari (127 chili per abitante) vengono prodotti nell'Ue ogni
anno, con una maggiore aggiunta di costi per lo smaltimento degli stessi. Già
nel 2020 si era intervenuto sulla data di scadenza quando fu annunciata
proprio a Bruxelles la strategia Farm to Fork (dai campi alla tavola):
l'introduzione della nuova dicitura è ora considerata necessaria perché, viene
spiegato nel documento, consente "una migliore comprensione della data
di scadenza", influenzando "il processo decisionale dei consumatori
in merito all'opportunità di consumare o eliminare un alimento" sono
ancora molti i consumatori, che per evitare rischi alla salute, preferiscono
buttare nell’immondizia prodotti che ancora potrebbero essere consumati senza
rischi. Questa misura potrebbe avere ripercussioni anche
sull’acceso dibattito relativo ai Nutriscore insieme all’etichettatura
nutrizionale, all'obbligo di origine e a alle nuove indicazioni sugli alcolici,
con un percorso a sé la dicitura “Spesso buono oltre…” potrebbe aprire,
infatti, nuovi scenari relativi all’informazione al consumatore. Consumatore,
oggi, sempre più informato ma allo stesso tempo poco formato in materia di
comprensione dell’etichettatura alimentare. Una bella notizia, dunque, che gli
Stati membri stiano sottoscrivendo obiettivi comuni per la riduzione degli
sprechi alimentari del 50% entro il 2030. Un impegno enorme che però può
arginare l’imbarazzante disuguaglianza alimentare che colpisce
ancora 800 milioni di persone nel mondo.
*Tecnologo Alimentare