Il problema delle forniture, evidenzia nella nota, riguarda anche altri dispositivi
Nelle scorse settimane sono stato contattato da tanti
genitori con figli disabili, che mi hanno messo a conoscenza di alcune
situazioni davvero incredibili. Ho voluto incontrarli di persona, per capire
meglio la natura e la portata di queste problematiche. Molti di questi bambini
e ragazzi sono costretti, purtroppo, ad indossare per tutta la giornata il
pannolino e le dotazioni fornite delle Asp locali non riescono mai a coprire il
loro bisogno mensile. Così le famiglie si trovano a dover integrare tali
forniture con una spesa che spesso supera i 200 euro mensili. Già tale spesa,
per famiglie che vivono quotidianamente una situazione di fragilità, non può
essere accettata, ma c’è qualcosa di ancora più vergognoso. Le forniture
prevedono, infatti, pannolini di taglie o piccole o medio-grandi, senza
prevedere taglie intermedie. In questo modo, molti bambini si trovano a dover
utilizzare pannolini di misure molto più grandi, che arrivano a coprire
l’intera parte superiore del corpo, con enormi disagi anche dal punto di vista
igienico, soprattutto nelle stagioni più calde. E, in base ad altre
segnalazioni, ho potuto constatare che il tema delle forniture non adeguate non
riguarda solo i pannolini per disabili, giovani e adulti, ma anche altri
dispositivi o medicine, come ad esempio quelle per alcune malattie rare.
Ebbene, a due anni dall’insediamento di questo governo
regionale che sta profondendo sforzi e risorse fuori dal comune per risollevare
la sanità calabrese, assistiamo ancora a situazioni di questo tipo. In questi
casi il problema non è la mancanza di medici o strumentazioni, ma un evidente
problema di incapacità organizzativa con una Sanità che non riesce ad essere
vicina ai bisogni delle persone più fragili e in difficoltà. Per questo motivo,
in maniera costruttiva, ho scritto una e-mail al Presidente Roberto Occhiuto,
in qualità di Commissario ad Acta per la Sanità, per evidenziare queste
problematiche, nella speranza che si trovi al più presto una soluzione, in modo
da garantire ai nostri corregionali più fragili una vita il più possibile
dignitosa. Fatti così incresciosi non possono e non devono essere più
tollerati! - chiosa la nota del Consigliere regionale Ernesto Alecci.