Azzardomafie, allarme in Calabria: nel 2025 giocati oltre 6 miliardi di euro

Autore Redazione Web | sab, 18 apr 2026 15:29 | Libera Azzardomafie

Il dossier elaborato da "Libera" mostra dati preoccupanti 

Cresce senza freni il fenomeno del gioco d’azzardo in Italia e in Calabria, con numeri che confermano una vera e propria emergenza sociale, economica e criminale. A denunciarlo è il dossier “Azzardomafie” elaborato da Libera sulla base dei dati del Ministero dell’Economia.

Nel 2025, in Italia, la raccolta complessiva del gioco d’azzardo ha raggiunto 165 miliardi e 344 milioni di euro, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente. In forte crescita anche il comparto online, che da solo supera i 100 miliardi di euro.

In Calabria, la cifra complessiva giocata nel 2025 si attesta a 6 miliardi e 172 milioni di euro, con un aumento del 7% rispetto al 2024. Un dato che, secondo Libera, conferma un trend costante e preoccupante.

Particolarmente significativa la distribuzione provinciale: la provincia di Cosenza si conferma “maglia nera” con 2 miliardi e 164 milioni di euro giocati, seguita da Reggio Calabria con 1 miliardo e 858 milioni, Catanzaro con 1 miliardo e 89 milioni, Crotone con 537 milioni e Vibo Valentia con 522 milioni.

Secondo le elaborazioni del dossier, in Calabria la spesa media pro capite per il gioco d’azzardo è pari a 3.377 euro all’anno, includendo anche i minori, nonostante il divieto di gioco sotto i 18 anni.

Il quadro si inserisce in una dinamica più ampia che, secondo Libera, mostra come il settore rappresenti una delle principali fonti di interesse per le organizzazioni criminali. Tra il 2010 e il 2024, infatti, risultano censiti 39 clan attivi in business legali e illegali legati al gioco, con ramificazioni anche in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio.

“L’aumento vertiginoso del gioco d’azzardo – sottolinea Libera – è il segnale di una deriva sociale che impoverisce le famiglie, amplifica le disuguaglianze e apre nuovi spazi di profitto alle organizzazioni criminali. Ogni euro speso è un euro sottratto a dignità, salute ed educazione”.

Nel dossier si evidenzia come il settore dell’azzardo rappresenti una delle voci più redditizie anche per la criminalità organizzata, in particolare per la ’ndrangheta, che avrebbe sviluppato un sistema articolato di infiltrazione tra riciclaggio, gestione di apparecchi da gioco, estorsioni e investimenti in società formalmente legali.

I nomi citati nelle relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia includono diversi storici clan calabresi, attivi anche fuori regione, con ramificazioni in diverse aree del Nord Italia.

“Non è accettabile che lo Stato consideri l’azzardo una voce di bilancio – denuncia Libera – né che interi territori diventino casinò a cielo aperto. Serve una svolta immediata, con una strategia nazionale che riduca l’offerta, limiti la pubblicità e rafforzi la prevenzione”.

Un ulteriore allarme arriva da Giuseppe Borrello, referente regionale di Libera Calabria, che sottolinea lo squilibrio tra crescita del settore e riduzione degli strumenti di contrasto: “In un contesto fragile come quello calabrese, segnato da povertà e solitudine, il rischio è ancora più alto. Servono interventi legislativi più incisivi e misure restrittive più forti per contrastare il fenomeno e i profitti mafiosi che ne derivano”.

Il dossier si chiude con un appello alle istituzioni: intervenire con urgenza per riportare al centro la tutela delle persone e delle comunità, riducendo l’impatto di un fenomeno che, secondo Libera, continua a crescere in modo allarmante.

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