«Al Sud e nelle Isole, mezzi, strutture, servizi, attrezzature e possibilità di accesso, nelle scuole e nelle università, sono ridotte rispetto al resto dell’Italia».
«La scelta di tenere il
Congresso Nazionale della Scuola per l’UGL qui in Calabria, nel misconosciuto e
sottovalutato profondo Sud, vuole essere il segnale, forte e senza remore che
il nostro Sindacato non teme sfide e confronti ma anzi auspica che si possa
partire da tesori ancora non utilizzati in pieno per costruire il domani».
Così la segretaria nazionale dell’Ugl
Scuola, Ornella Cuzzupi - riferisce una nota -, nel presentare il congresso nazionale che, per la
prima volta, si terrà in Calabria, a Reggio venerdì 7 pomeriggio presso il
Grand Hotel Excelsior, sono previsti gli interventi del Ministro dell’Istruzione
e Merito, on. Giuseppe Valditara, del sottosegretario on. Paola Frassinetti, del
presidente del Consiglio Regionale, Filippo Mancuso, dell’assessore regionale al
Lavoro e Formazione, Giovanni Calabrese, di segretari nazionali, regionali e
delle Utl, del sindacato, dei delegati espressione di molte provincie italiane e col segretario
generale nazionale della Confederazione Ugl, Paolo Capone, che concluderà i
lavori.
«Non ci può essere progresso della nazione
senza istruzione e formazione, per formare una classe dirigente che sappia
rispondere alle sfide ed ai problemi dei decenni a venire. Prioritariamente
andrà colmato il divario fra le diverse aree del Paese, purtroppo al Sud e
nelle Isole, mezzi, strutture, servizi, attrezzature e possibilità di accesso
nelle scuole e nelle università, sono ridotte rispetto al resto dell’Italia;
l’Ugl dice “no” ad un’istruzione a 2 velocità, reclama le stesse opportunità di
studio, anche per frenare la cosiddetta “fuga dei cervelli” dal Meridione,
chiede che si rafforzi il “merito”, che è garantito costituzionalmente vogliamo
ricordarlo agli “smemorati”, nei confronti degli studenti meritevoli ma in
condizioni di disagio ambientale e
familiare».
«L’UGL Scuola negli ultimi
anni, ha sempre indicato le esigenze più urgenti da risolvere, sperando che
prima o poi ci si rendesse conto che l’Istituzione scolastica ha la necessità
di veder riconosciuto il diritto allo studio, alla sicurezza e al corretto
inquadramento sia esso normativo che economico degli “operatori della
conoscenza”. Le donne e gli
uomini che lavorano nella scuola devono veder riconosciuto il proprio status di
architetti del domani. Ecco perché accanto alle rivendicazioni di ordine
generale, va sempre posto il problema della Formazione e della piena coscienza
di quel che significa essere docente, ATA o dirigente».