Sequestro record a Parma: oltre 1 milione di euro confiscati a un imprenditore calabrese

Autore Redazione Web | gio, 22 gen 2026 13:19 | Parma Confiscabeni Imprenditorecalabrese

Il 40enne è originario della Provincia di Crotone

Il Tribunale di Bologna – Sezione Misure di Prevenzione – ha emesso un decreto di confisca per un valore stimato di oltre 1 milione di euro nei confronti di un soggetto quarantenne originario della provincia di Crotone, già coinvolto nella maxi operazione “Grimilde”. Il provvedimento, divenuto irrevocabile con sentenza della Corte di Cassazione, è stato eseguito dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza di Parma.

Le attività investigative scaturiscono dall’applicazione della legge antimafia nei confronti dei soggetti individuati dalla normativa di riferimento quali “socialmente pericolosi qualificati”, di cui all’art. 4 comma 1 lett. A del D. Lgs. 159/2011. Gli accertamenti hanno riguardato il citato soggetto, affiliato all’organizzazione criminale denominata “‘ndrangheta emiliana”, autonomamente operante da anni nel territorio emiliano – in particolare nelle province di Reggio Emilia, Parma, Modena e Piacenza – e riconducibile alla famiglia Grande Aracri.

In particolare, lo stesso era dedito alla creazione e al controllo di società “cartiere”: imprese formalmente attive ma prive di una reale operatività, utilizzate per emettere fatture per operazioni inesistenti, riciclare denaro e mascherare flussi finanziari illeciti.

In ragione di tali indici di pericolosità sociale, nel corso del 2022 è stata condotta un’approfondita analisi del profilo criminale del proposto, attualmente detenuto, nonché del suo tenore di vita e della sua situazione economico-patrimoniale. Sulla base di tali accertamenti, il Tribunale di Bologna – Sezione Misure di Prevenzione – l’anno successivo, in accoglimento della proposta congiunta avanzata dalla Procura della Repubblica – D.D.A. di Bologna e dal Questore di Parma, disponeva il sequestro di beni immobili, mobili, quote societarie, complessi aziendali e rapporti finanziari riconducibili al soggetto, anche attraverso interposte persone, in quanto di valore assolutamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale ufficialmente dichiarata.

Nel 2024, a conclusione del procedimento di prevenzione, il Tribunale di Bologna emetteva il decreto di confisca, ora divenuto definitivo a seguito del rigetto, da parte della Corte di Cassazione, dei ricorsi presentati dai soggetti interessati dal provvedimento ablativo.

La confisca ha riguardato in particolare:

• n. 11 immobili ubicati nel Comune di Cutro (KR);

• n. 11 società dislocate in diverse aree del Paese (due nel Crotonese, due nella provincia di Reggio Emilia, una ad Acerra (Napoli), una a Milano e ben cinque nella città di Parma);

• n. 10 rapporti finanziari;

• n. 2 veicoli.

Prosegue l’azione quotidiana che la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza ducali svolgono a contrasto dei patrimoni di origine illecita, con la duplice finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali mediante l’aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate e di liberare l’economia legale da indebite infiltrazioni della criminalità organizzata, consentendo agli imprenditori onesti di operare in regime di leale concorrenza.

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