Regione Calabria, la partita degli assessorati: tra supplenze, parità di genere e nuovi equilibri politici

Autore Grazia Candido | mar, 07 ott 2025 11:30 | Assessorati Supplenze Parità-Di-Genere Composizione-Giunta Regione

Al centro, le nomine e le aspettative dei candidati più votati rimasti fuori dal Consiglio


Le elezioni si sono appena concluse e il nuovo Consiglio regionale della Calabria è pronto a insediarsi. Ma la vera partita politica inizia adesso ed è quella che si gioca dietro le quinte: la composizione della nuova Giunta che sarà guidata ancora da Roberto Occhiuto e la scelta dei nove assessori regionali.
La novità sostanziale riguarda non solo l’aumento del numero degli assessorati (da 7 a 9), ma anche l’introduzione del meccanismo della supplenza: i consiglieri regionali nominati assessori verranno sospesi dalla carica consiliare e sostituiti dai primi dei non eletti nella stessa lista. A questo si aggiunge un vincolo ormai imprescindibile: il rispetto della parità di genere.
Queste regole apparentemente tecniche stanno già scatenando movimenti e calcoli all’interno dei partiti. Perché ogni nomina avrà un doppio effetto: sulla composizione della Giunta e su quella del Consiglio regionale.
Con nove “postazioni” da distribuire, il centrodestra ha più spazio di manovra rispetto al passato. Ma, più poltrone significano anche più aspettative da gestire.

Forza Italia che ha ottenuto il miglior risultato all’interno della coalizione, rivendica il ruolo di forza trainante e punta a mantenere il controllo di assessorati-chiave.
Fratelli d’Italia, però, spinge per una rappresentanza più robusta, forte della crescita nazionale e del radicamento territoriale. La Lega e Noi Moderati, pur con numeri inferiori, non vogliono restare a guardare: ciascuna punta ad almeno un assessorato e non a ruoli secondari.
Il vero rischio, per Occhiuto, è che l’equilibrio tra i partiti si trasformi in un braccio di ferro. Un assessorato in più o in meno può fare la differenza tra una coalizione coesa e una frattura interna. Inoltre, le regole sulla parità di genere impongono un’equa rappresentanza tra uomini e donne in Giunta.
Per i partiti, questa è una sfida doppia: individuare profili femminili competenti e nel frattempo, non scontentare i candidati più votati che si aspettano un ruolo da protagonisti. Alcune forze politiche potrebbero trovarsi costrette a “sacrificare” nomi maschili di peso per rispettare il bilanciamento di genere, creando malumori e tensioni.

Come detto, cambia anche la geografia consiliare: i consiglieri che entreranno in Giunta saranno sostituiti dai primi dei non eletti delle rispettive liste. Un meccanismo che potrebbe trasformare i “quasi eletti” in protagonisti della legislatura.
Chi è rimasto fuori per pochi voti torna ora in gioco: se un eletto della propria lista viene nominato assessore, il subentro come consigliere supplente diventa automatico. Un incentivo, questo, per i partiti a tenere in considerazione anche il “parlamentino ombra” dei non eletti, che nei prossimi anni potrebbero entrare a più riprese nel Consiglio.

La distribuzione degli assessorati non è solo questione di poltrone. Ogni nomina è un segnale politico: ai territori, agli elettori, agli alleati. Per Occhiuto, che si prepara a un secondo mandato, l’obiettivo è costruire una squadra forte e rappresentativa, ma senza scatenare guerre intestine.
La nuova legislatura della Calabria si apre con un quadro normativo inedito e una complessa dinamica interna alla maggioranza. Il centrodestra ha vinto nettamente, ma ora deve dimostrare di saper gestire il potere con equilibrio e visione.
La composizione della Giunta sarà il primo vero banco di prova politico. E tra supplenze, parità di genere e ripartizioni tra alleati, la partita è ancora tutta aperta.

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