È organizzato dall'Anassilaos insieme al Museo e all'Ordine degli Architetti di Reggio Calabria
In occasione dei
novant’anni dalla posa della prima pietra del Museo Nazionale della Magna
Grecia di Reggio Calabria, l’Associazione
Culturale Anassilaos, attraverso il suo Centro Studi per la Cultura dell’Architettura e del Paesaggio, congiuntamente
con la Biblioteca Pietro De Nava e con il Patrocinio del Comune di
Reggio Calabria e dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della
Provincia di Reggio
Calabria si propone di ricordare la figura
dell’architetto Marcello Piacentini (1881-1960),
attraverso la messa a fuoco di uno spaccato dell’Architettura Razionalista
Italiana del primo Novecento.
L’incontro, sul tema “Marcello
Piacentini. MArRC Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. 1932-2022
Novant’anni dalla posa della prima pietra” si terrà giovedì 19 gennaio
alle 17,00 presso la Sala Giuffrè della
Biblioteca De Nava. Dopo i saluti introduttivi dell’Assessore alla
Cultura del Comune di Reggio Calabria Dott.ssa Irene Calabrò, del Presidente
dell’Ordine Appc di Reggio Calabria Arch. Ilario Tassone, e della Responsabile
della Biblioteca Dott.ssa Daniela Neri, l’arch. Antonella Postorino,
Responsabile del Centro Studi per la Cultura dell’Architettura e del Paesaggio
Anassilaos, avvierà una conversazione con il prof. arch. Renato Laganà, già docente dell’Università degli Studi
Mediterranea di Reggio Calabria, studioso della Storia dell’Architettura
reggina, che illustrerà documenti inediti sull’architetto Marcello Piacentini.
Nel corso dell’incontro verrà proiettato il video del progetto “Tour Virtuale nella Reggio Razionalista”
curato dal progettista Claudio Sergi,
nell’ambito delle attività del Centro Studi per la Cultura dell’Architettura e
del Paesaggio Anassilaos.
Marcello Piacentini, oltre ad essere riconosciuto come uno dei massimi esponenti italiani del movimento moderno d’avanguardia razionalista, è stato definito da Bruno Zevi come colui che “Nel 1925 era in grado di far compiere all’architettura italiana una svolta capace di reinnestarla nel circuito europeo. Aveva i giovani dalla sua parte: i vecchi lo adoravano e comunque lo proteggevano…” (B. Z. 1960). Bisogna ricordare che la realizzazione della nuova sede del Museo Nazionale fu per Reggio Calabria un grande evento che mise fine alle polemiche, tra i fautori del Museo Archeologico e i sostenitori del Museo Civico, dando vita a un’opera concepita e progettata in funzione della sua destinazione d’uso, a differenza degli altri musei nazionali spesso ospitati in Palazzi Storici. Il 31 maggio 1932, alla posa della prima pietra dell’edificio, intervennero i Principi di Piemonte Umberto e Maria Josè. Dopo l’avvio dei lavori, completati nel 1941, le successive vicende belliche ne ritardarono l’apertura a causa dei danni subiti dai pesanti raid aerei anglo-americani che devastarono la città di Reggio Calabria nella primavera-estate del 1943. Il Museo venne completato, inaugurato e aperto al pubblico nel 1959. Nel corso degli anni ha subito lievi trasformazioni, fino all’ultimo importante intervento di riprogettazione ultimato nel 2016, che ne ha modificato gli spazi interni e aggiunto volumi in copertura. Palazzo Piacentini rappresenta un momento storico di grande cambiamento socioculturale, oltre che artistico e progettuale, non solo in Italia ma nel mondo.
Per Reggio
Calabria, la presenta di tale testimonianza architettonica ha una maggiore
valenza legata al fatto che, avendo il terremoto del 1908, cancellando gran
parte degli edifici storici, gli anni della “Ricostruzione” (1910-1950) restituiscono
alla città quella storia dell’architettura che nei centri storici delle altre
città è testimoniata dalle persistenze secentesche e settecentesche. Per questo
motivo è doveroso riconoscere il senso identitario delle opere architettoniche
della prima metà del Novecento, per una città privata della memoria fisica dei
suoi luoghi. A questo bisogna aggiungere la valenza innovativa delle prime
opere in cemento armato che hanno trovato sulle sponde dello Stretto, i primi
cantieri sperimentali grazie ai quali è stato possibile applicare, nel mondo,
quelle che oggi vengono considerate le fondamentali pratiche antisismiche. L’occasione
del novantesimo anniversario della posa della prima pietra del museo di Reggio
Calabria, in concomitanza con il cinquantesimo anniversario dal ritrovamento
dei Bronzi di Riace, rappresenta per la Cittadinanza un momento di
rigenerazione culturale indispensabile per trasmettere alle nuove generazioni
quei valori identitari che purtroppo tendono ad essere dimenticati.