Dal mausoleo di Giulia alla tomba ellenistica passando per le Terme romane e le Mura greche
Sebbene all’orizzonte al momento vi sia solo un parcheggio, il viaggiatore che arriva alla Stazione Centrale di Reggio Calabria, entra di fatto nella sua area più antica, quella della sua fondazione per intenderci. Una colonna antichissima sul marciapiede tra i binari ricorda fasti antichi risalenti al monastero di San Nicola di Calamizzi.

Già perché la famosa foce del Calopinace dove tutto ebbe inizio (“Laddove l'Apsias, il più sacro dei fiumi, si getta nel mare” disse l’oracolo di Delfi ai padri fondatori) non è esattamente dove si trova adesso ma tra la Questura e la Villa Comunale. Dunque quella della Stazione era proprio l’area sacra per eccellenza. Conferma ne è il basamento (ora ricoperto) della prima metà del I sec. d. C. di fattura imperiale ritrovato poco più sopra nei pressi del Corso Garibaldi. Tutti elementi che guidano gli storici a pensare che le possibilità che quello sia proprio il mausoleo di Giulia, figlia di Augusto e nonna dell’imperatore Caligola, siano davvero concrete. Ancora da stabilire se il corpo di Giulia sia lì o quello fosse solo un monumento in suo ricordo.

Se l’immaginazione è riuscita a ricostruire il tutto, qualche elemento concreto arriva proseguendo sul lungomare verso nord. Le Terme Romane ricordo di una città che da sempre era rigogliosa con le sue falde di acqua calda, sono in realtà una struttura al tempo privata. Quelle più importanti sono e restano sotto il palazzo della Prefettura. Tuttavia anche questo piccolo sito offre importanti spunti al viaggiatore. Tra i resti visibili, quelli di una palestra, i magazzini più antichi della città e un pezzo di un muro traverso che ha sempre fatto arrovellare il cervello agli esperti. In realtà l’enigma sembra risolto dopo i lavori in piazza Duomo quando è stato trovato un altro pezzo con lo stesso allineamento. L’ipotesi è quella dunque in un muro unico di origine Normanna, eretto da questi ultimi per difendersi dai Greci di Reggio.

Sempre direzione nord, poco più avanti, si trovano le Mura Greche anche queste nate per chiudere la città al nemico. Salivano fino a piazza Camagna dove c’era una delle porte di accesso alla città. Come è possibile notare non sono piene ma fatte di due file di pietre con l’interno riempito di materiale di scarto. Sono indubbiamente il segno di una crescita della città da quel primo nucleo originale delineato idealmente sopra il muro di via Possidonea. È infatti la parte alta, a differenza di quanto comunemente si pensa, il cuore antico della città di Reggio Calabria.

Ultima tappa prima di una doverosa visita al MArRC, all’inizio
proprio del lungomare alle spalle del chiosco di gelati, vi è una tomba del
periodo ellenistico. Un ritrovamento fatto insieme ad un centinaio di altri simili
durante gli scavi per la costruzione del museo. Essa è stata ricostruita e
spostata per essere resa visibile a tutti.
Guardando verso il mare, i racconti dei pescatori trovano
conferme negli ultimi anni nelle missioni subacquee che parlano di anfore e
navi a poca distanza…ma questa è un’altra storia…