Nel 2008 il Comune di Reggio Calabria un protocollo d’intesa con l’istituto Fashion Design fiorentino Polimoda
C’era una volta nella nostra città un bel sogno che, purtroppo, non ha mai preso forma.
Uno di quelli che avrebbe potuto dare impulso allo sviluppo culturale, ma anche economico e sociale di Reggio Calabria, incoraggiando tanti giovani a proseguire in loco i propri studi e che molto probabilmente, avrebbe convogliato nel nostro territorio, l’interesse di moltissimi studenti del sud e del centro Italia.
Nel lontano 2008 il Comune siglò un protocollo di intesa con il prestigioso istituto internazionale di Fashion Design fiorentino Polimoda, uno dei primi dieci istituti di moda, design e marketing al mondo, che ha formato intere generazioni di stilisti e di designer divenuti famosi a livello internazionale.
Nell’intento degli amministratori di allora, guidati del sindaco Scopelliti, il progetto avrebbe dovuto essere un volano di sviluppo per la città, conferendole un ruolo di indiscussa centralità.Un’idea ambiziosa e prestigiosa, che nell'intento di chi l’ aveva pensata, avrebbe fatto di Reggio un punto nevralgico di ricerca di percorsi formativi di alto livello nel settore moda.
L’idea appariva eccellente anche sotto il profilo delle prospettive occupazionali, considerato l'elevato standard di competenze impartite in un settore in espansione, che sicuramente avrebbe avuto anche risvolti occupazionali.
Alla cerimonia di sottoscrizione del protocollo, vi erano diverse personalità del mondo politico ed imprenditoriale, tutte confidanti in una splendida realizzazione del progetto, che nel giro di qualche mese avrebbe aperto in città il suo polo d’eccellenza.
Presenti alla firma: l’Assessore ai gradi eventi Antonella Freno, Ferruccio Ferragamo figlio dell’iconico Salvatore, Santo Versace, Anton Giulio Grande Presidente della Camera della moda, Linda Loppa nome prestigioso del Flanders Fashion Institute di Anversa, fucina di importanti talenti.
Ma il protocollo d’intesa, per quanto sottoscritto con tanto entusiasmo, non è mai stato avviato ed i sogni di molti giovani sono così svaniti nel nulla.
La scuola avrebbe dovuto aprire i battenti con il corso di Fashion designer nel gennaio 2009, dando vita ad un’officina di creatività e di tecnica di alto livello, per tanti giovani del Sud Italia.
Ma la formazione non è mai partita, lasciando cadere nel vuoto i sogni di tanti studenti che ormai da decenni si trasferiscono negli storici poli della moda italiana.
Dalla data di sottoscrizione del protocollo, la città e la provincia sono cambiate e l’interesse verso il mondo della progettazione moda è cresciuto in modo esponenziale, sia a livello di istruzione secondaria superiore che a livello di percorsi post diploma.
Allora, perché non riprendere il progetto? Ripensare ad una scuola specializzata di alto livello, sarebbe un punto a favore di ogni amministrazione che abbia a cuore le sorti del proprio territorio ed un modo per evitare la continua emorragia di giovani talenti che per inseguire un sogno sono costrette ad abbandonare, ancora una volta, la propria terra.
Raffaella Imbrìaco