La riflessione dello storico e l'urgenza di un intervento in merito
di Saverio Verduci - La storia è una disciplina che si occupa di ricostruire le tappe fondamentali dell’identità di un popolo. Molti intellettuali come Croce e Gentile, anche se su posizioni differenti, hanno chiaramente detto che non esiste una coscienza civile senza la storia.
Negli ultimi anni però l’interesse da parte dei giovani verso questa disciplina si è fortemente ridimensionato da un lato perché condizionati dai mass-media, dall’informatica e dai sempre crescenti social-network e dall’altro a causa di uno stimolo assolutamente insufficiente offerto dalla società verso questa disciplina, verso la necessità di conoscere le proprie radici, le proprie origini.
Da tutto ciò nasce l’esigenza concreta e reale, di attuare un processo di recupero e di valorizzazione della nostra storia quale elemento discriminante della conoscenza della nostra identità civile, sociale e culturale. La storia si configura quindi tra quelle discipline a carattere scientifico come la sociologia, la geografia, l’archeologia e l’antropologia assolutamente necessarie a ciascun individuo per meglio conoscere sé stessi. Anche la storia locale nel contesto generale dello studio e della conoscenza storica ricopre un ruolo importante!
Indubbiamente molto importanti furono i grandi fenomeni storici che hanno segnato l’evoluzione della nostra civiltà: La Rivoluzione francese, La Rivoluzione industriale, I comuni, La Destra storica, L’età Giolittiana, ma altrettanto importante è la nostra storia locale non meno ricca di grandi avvenimenti che hanno indissolubilmente segnato l’evoluzione sociale dei nostri luoghi: la polis di Rhegion, Anassila, la scuola artistica reggina, i reggini Pitagora e Ibico, l’alleanza di Rhegion con Taranto e Atene, la civiltà bizantina.
Sfortunatamente oggi anche a causa delle numerose riforme che hanno interessato il sistema della Pubblica Istruzione, la storia si è trasformata in un insieme di notizie meramente nozionistico; un cumulo di date e di nomi da ripetere meccanicamente perdendo così il suo alto valore umano, sociale e civile.
È assolutamente necessario quindi lanciare un grido di allarme! La nostra storia è in pericolo; la nostra storia locale è in pericolo!
Corrado Alvaro nel suo “Gente in Aspromonte” a proposito della storia della società calabrese ha scritto: «È una civiltà che scompare ma su di essa non c’è da piangere; bisogna però trarre il maggior numero di memorie».
È questa la reale e quanto mai obbligatoria urgenza della storia: salvare dall’oblio i caratteri della nostra identità che altrimenti saranno irrimediabilmente perduti per sempre.
Solo dalla riscoperta e dalla rivalorizzazione di questi spiragli, ritenuti sfortunatamente marginali, potrà partire il vero riscatto civile, sociale e morale della nostra tanto martoriata terra di Calabria.