Il candidato sindaco denuncia l’ipotesi di trasferimento a Potenza e parla di “ennesimo depauperamento” per la città, tra perdita di uffici e patrimoni istituzionali
A Reggio Calabria torna alta la tensione attorno al futuro dei presìdi culturali e amministrativi cittadini. Al centro della polemica, questa volta, l’ipotesi di un possibile trasferimento dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria verso Potenza, una prospettiva che ha già scatenato reazioni e preoccupazioni nel mondo politico e nella società civile.
A lanciare l’allarme è il candidato sindaco Eduardo Lamberti Castronuovo, che parla senza mezzi termini di un “ennesimo furto alla città”. Secondo Lamberti Castronuovo, la notizia rappresenterebbe un ulteriore segnale di un progressivo depauperamento del territorio, che negli anni avrebbe già subito la perdita di numerosi uffici e funzioni strategiche.
“C’è una diffusa indifferenza rispetto a ciò che sta accadendo”, denuncia. “Abbiamo perso il ruolo di capoluogo in termini sostanziali, abbiamo assistito al trasferimento di diversi uffici pubblici e, non ultimo, il Seminario Arcivescovile. Ora si profila anche il rischio di perdere l’Archivio di Stato”.
Un quadro che, secondo il candidato, si inserisce in una dinamica più ampia di impoverimento istituzionale della città. L’eventuale spostamento dell’archivio a Potenza viene definito come un colpo particolarmente grave, non solo sul piano simbolico ma anche su quello culturale e identitario.
“Al di là di ogni campanilismo – aggiunge – resta il fatto che si tratta di una notizia devastante, che indigna e che fa saltare i nervi a chi ama questa città. È come se venisse gettato via un album di famiglia: dentro ci sono tutti gli atti, la memoria storica di Reggio, documenti magistralmente conservati che raccontano la nostra identità”.
L’Archivio di Stato, infatti, rappresenta uno dei principali presidi della memoria documentale del territorio, custode di atti, carte e testimonianze fondamentali per la ricostruzione della storia amministrativa e sociale della città e dell’intera area metropolitana.
La vicenda, ancora in fase di verifica e discussione, sta già alimentando un acceso dibattito politico e istituzionale, con richieste di chiarimento e intervento per evitare quello che molti definiscono un ulteriore arretramento del ruolo di Reggio Calabria nel panorama regionale e nazionale.