Primo Maggio a Gioia Tauro, Senese (UIL Calabria): «Non chiediamo assistenza, ma diritti»

Autore Redazione Web | ven, 01 maggio 2026 13:51 | Primo-Maggio Gioia-Tauro

La Calabria, secondo i dati richiamati, resta tra le aree più penalizzate d’Italia, con molti comuni classificati come periferici o ultraperiferici 

Un grido collettivo che va oltre la celebrazione e diventa richiesta concreta di dignità, diritti e futuro. È questo il senso del Primo Maggio organizzato dalla UIL Calabria a Gioia Tauro, dove la Segretaria Generale Mariaelena Senese ha tracciato un quadro netto e senza sconti della situazione regionale.

«Questo Primo Maggio non è solo una festa, ma una voce collettiva che chiede rispetto, diritti e dignità», ha dichiarato Senese davanti a lavoratrici e lavoratori, ponendo al centro del suo intervento tre grandi emergenze: mobilità, sanità e qualità del lavoro, con un focus particolare su donne e giovani.

Mobilità: «Muoversi è diventato un lusso»

Il primo affondo riguarda le infrastrutture e i trasporti, definiti una vera e propria questione sociale.
«C’è chi rinuncia a un lavoro perché non riesce a raggiungerlo, chi spende metà dello stipendio per spostarsi e chi è costretto ad andare via», ha sottolineato Senese.

La Calabria, secondo i dati richiamati, resta tra le aree più penalizzate d’Italia, con molti comuni classificati come periferici o ultraperiferici per la mancanza di servizi essenziali. Da qui la richiesta: una rete ferroviaria moderna, collegamenti efficienti e un trasporto pubblico accessibile.

Sanità: «Persi 1,5 miliardi e la fiducia dei cittadini»

Sul fronte sanitario, il dato più allarmante è quello della mobilità passiva: oltre 1,5 miliardi di euro spesi dal 2020 al 2024 per cure fuori regione.
«Quando i cittadini sono costretti a curarsi altrove, perdiamo soldi ma soprattutto fiducia e futuro», ha detto la Segretaria.

Un fenomeno che si inserisce in un quadro demografico preoccupante, con un progressivo spopolamento delle aree interne e un invecchiamento sempre più marcato della popolazione.

Sicurezza sul lavoro: «Non è un costo, ma un diritto»

Altro tema centrale è la sicurezza. Secondo uno studio UIL, solo lo 0,4% delle risorse sanitarie nazionali viene destinato alla prevenzione negli ambienti di lavoro (0,82% in Calabria).
«Dove la sicurezza è trascurata, crescono rischio e tragedie. Servono più controlli e più prevenzione», ha ribadito Senese.

Donne e giovani: «Non è divario, è ingiustizia»

Il passaggio più forte riguarda la condizione femminile e giovanile.
«Meno di una donna su tre lavora in Calabria. Non è un divario, è un’ingiustizia», ha affermato.

I numeri parlano chiaro: tasso di occupazione femminile sotto il 35%, oltre il 70% delle donne inattive fermo per motivi familiari.
E tra i giovani, la situazione è altrettanto critica: quasi uno su due è NEET.

«È un futuro che si spegne», ha detto Senese, chiedendo interventi concreti: più asili nido, sostegno alle famiglie, lavoro flessibile, incentivi all’imprenditoria femminile e accesso al microcredito.

Decreto Lavoro: «Bene, ma servono tempi rapidi»

Sul Decreto Lavoro, la UIL riconosce alcuni risultati, in particolare il contrasto ai contratti pirata.
«È un passo avanti importante, ma ora servono atti concreti e veloci», ha sottolineato Senese, ricordando che restano aperti temi cruciali come pensioni per lavori usuranti e tutele per i caregiver.

ZES: «Prima farla funzionare al Sud»

Netta la posizione sulla Zona Economica Speciale:
«Prima di estenderla al Nord, bisogna farla funzionare al Sud. La ZES non è un privilegio, ma uno strumento di giustizia».

La chiusura: «Il lavoro deve tornare al centro»

Un messaggio chiaro ha chiuso l’intervento:
«La Calabria non chiede assistenza, chiede diritti. Chiede di potersi muovere, curare e lavorare senza essere sfruttata. Chiede di poter restare».

Dal palco sono intervenuti anche i delegati UIL Francesco Primerano (UILCOM) e Gianpiero Vigliarolo (UIL Trasporti), che hanno acceso i riflettori sulle vertenze Konecta e Abramo Customer Care e sul futuro del Porto di Gioia Tauro, strategico per lo sviluppo del territorio.

Un Primo Maggio che, più che una ricorrenza, si è trasformato in una promessa: rimettere il lavoro – quello vero, sicuro e dignitoso – al centro del futuro della Calabria.

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