All’Università Mediterranea prende forma il Laboratorio per lo sviluppo sostenibile dello Stretto

Autore Redazione Web | gio, 26 mar 2026 10:58 | Valorizzazione Messina Stretto Di Messina Università Mediterranea Reggio Calabria

Al progetto partecipano, oltre ai docenti degli atenei di Reggio e Messina, esperti e studiosi della rete COPATSS e di associazioni culturali e ambientaliste

Si è svolto lo scorso 24 marzo, presso la sede di Palazzo Zani dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, il seminario dal titolo “Territorio, ambiente e sviluppo dell’area dello Stretto”.

Durante l’incontro è stato costituito il Laboratorio per la valorizzazione del patrimonio ecopaesaggistico e territoriale dello Stretto di Messina, promosso dalla Rete COPATSS (Comunità di Patrimonio del Territorio dello Stretto Sostenibile), con le organizzazioni aderenti, e dall’università reggina, rappresentata dal coordinatore prof. Domenico Marino.

Il Laboratorio intende promuovere studi, ricerche e tesi attraverso due gruppi di lavoro dedicati ad altrettante tematiche, già oggetto di elaborazioni e dibattito da tempo: la realizzazione del Parco Nazionale dello Stretto, Costa Viola e Ganzirri; la ripresa della procedura per il riconoscimento UNESCO dello Stretto come “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Al Laboratorio partecipano e collaborano, oltre ai docenti di delle università di Reggio e Messina, esperti e studiosi della rete COPATSS e di associazioni culturali e ambientaliste. Si auspica inoltre l’avvio di tesi di dottorato e di laurea magistrale su ciascuno dei temi indicati, al fine di giungere in tempi brevi ai primi risultati.

L’incontro si è aperto con la presentazione dei lavori da parte del coordinamento della Rete COPATSS, rappresentato dal prof. Alberto Ziparo. Successivamente, il prof. Domenico Marino, docente di Politica Economica ed Economia Ambientale presso UNIRC e coordinatore del Laboratorio, ha illustrato l’importanza dell’ecologia e dei beni immateriali per il futuro dell’area dello Stretto. Le sue risorse eco-paesaggistiche possono infatti costituire una grande ricchezza, purché siano fruite nel rigoroso rispetto delle regole dettate dai valori dei luoghi e dalle caratteristiche degli habitat.

Gerardo Pontecorvo, ricercatore CNR di VerdEuropa, insieme agli ambientalisti di lunga esperienza Piero Idone e Angelo Raso, ha poi richiamato gli studi già realizzati sui temi del Laboratorio. Pontecorvo ha evidenziato come il progetto di Parco non rappresenti soltanto un rafforzamento delle tutele, ma una grande operazione di sviluppo autosostenibile, fondata sulla valorizzazione del patrimonio esistente attraverso azioni rispettose degli statuti dei luoghi e dei valori ecosistemici. Idone e Raso hanno invece ricordato gli studi sulla procedura UNESCO condotti in passato da gruppi coordinati da prestigiosi e compianti studiosi, quali Osvaldo Pieroni ed Elena De Luca. Dopo aver richiamato alcuni dei tratti più caratteristici delle “meraviglie dello Stretto”, hanno sottolineato come oggi tale procedura richieda una dotazione scientifica e culturale molto più ampia rispetto al passato. È quindi necessario costruire un gruppo di lavoro disposto a operare con impegno e continuità, perseguendo obiettivi di medio-lungo periodo.

Successivamente, l’avvocato Giuseppe Vitarelli ha evidenziato come la presenza di un gruppo di legali - tra cui gli avvocati Aurora Notarianni e Angelo Calzone - con consolidata esperienza in diritto ambientale e urbanistico, garantisca che le azioni del Laboratorio siano fondate sul rigoroso rispetto delle norme e dei valori eco-territoriali, elemento strategico per il futuro dello Stretto di Messina e, più in generale, del pianeta.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche numerosi esperti, docenti e studiosi, tra cui Angelo Vazzana, Rocco Gangemi del Club Territorio RC del Touring Club, Rossella Agostino di Italia Nostra, Pino Romeo, Alessia Stellitano, Amilcare Mollica e Rossella Bulsei, coordinatrice di “Teniamocelo Stretto”. Gli interventi hanno messo in luce diversi aspetti delle “meraviglie” dello Stretto, ribadendo la necessità di coniugare tutela, valorizzazione e sviluppo sostenibile in un processo unitario, rispettoso delle peculiarità storiche, culturali ed ecopaesaggistiche, contrastando al contempo progetti impattanti e potenzialmente devastanti.

In fase conclusiva, il professor Giuseppe Fera ha ribadito la necessità di affrontare con adeguata strutturazione tecnico-scientifica il complesso percorso richiesto per il riconoscimento UNESCO, a partire dall’individuazione degli ambiti dello Stretto maggiormente idonei a tale candidatura.

Al termine dei lavori sono stati costituiti i due gruppi di lavoro, ciascuno composto da circa venti membri, alcuni dei quali opereranno su entrambe le tematiche: riconoscimento UNESCO e Parco Nazionale.

In conclusione, il professor Domenico Marino ha ufficialmente proclamato la nascita del Laboratorio per la valorizzazione del patrimonio eco-paesaggistico e territoriale dello Stretto di Messina, al quale aderiscono le organizzazioni già presenti nella Rete COPATSS e ulteriori realtà associative, tra cui il Touring Club Italiano.

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