Si tratterebbe di acciaio balistico destinato all’industria militare
A seguito di un’ispezione definita senza precedenti nel panorama italiano, condotta dalla Guardia di Finanza insieme all’Agenzia delle Dogane presso il porto di Gioia Tauro, gli attivisti di "Per non dimenticare", BDS Italia, Global Movement to Gaza e realtà pro Palestina e sindacati locali hanno tenuto una conferenza stampa presso la Casa del Popolo "Valarioti" di Rosarno per rendere noti i dettagli dell’operazione e avanzare richieste urgenti alle istituzioni.
L’intervento delle autorità ha portato al controllo e al blocco di otto container sospetti, al cui interno sono state rinvenute barre d’acciaio ritenute potenzialmente riconducibili ad acciaio balistico destinato all’industria militare. L’episodio ha acceso un ampio dibattito sul possibile coinvolgimento dello scalo calabrese - e di altri porti italiani - nelle rotte di materiali collegati al settore degli armamenti diretti verso Israele, sollevando interrogativi anche in merito al rispetto della Legge 185/90, che vieta il transito di armi verso Paesi coinvolti in conflitti e responsabili di violazioni dei diritti umani.
Nel corso dell’incontro, i promotori hanno illustrato gli esiti preliminari delle verifiche, sottolineando la necessità di ulteriori accertamenti sulla natura dei materiali intercettati e chiedendo il sequestro immediato dei container. È stata inoltre ribadita la richiesta di maggiore trasparenza da parte del Governo riguardo alle certificazioni dei carichi e l’introduzione di controlli sistematici su tutte le spedizioni considerate a rischio.
Tra le proposte avanzate, anche l’istituzione di un osservatorio permanente dedicato al monitoraggio dei traffici di armi nei porti italiani, oltre all’annuncio di nuove iniziative e mobilitazioni sul territorio.
"Le istituzioni facciano luce sulla vicenda", hanno chiesto ai microfoni di ReggioTV gli attivisti Peppe Marra, Enzo Infantino, Tony La Piccirella e Patrizio Maugliani.