Ekaterina Antropova e quell'Oro Olimpico con dedica a Dina Yasakova

Autore Giorgia Rieto | gio, 22 ago 2024 17:49 | Ekaterina-Antropova Dina-Yasakova Parigi-2024 Olimpiadi Reggio-Calabria Russia

La giovane atleta russa ha iniziato la carriera da Pallavolista proprio a Reggio Calabria

Lo Sport racconta da sempre grandi avventure e imprese che in un modo o in un altro riescono ad accomunare diversi ideali, diverse Paesi, diverse culture. 

Lo Sport riesce ad emozionare, riesce a far gioire e piangere allo stesso tempo, riesce ad entrare nel cuore di grandi e piccoli con estrema facilitá.

Un mondo senza Sport sarebbe un mondo vuoto.


La storia che vi racconteremo oggi arriva direttamente da Parigi

O meglio, la storia che vi racconteremo oggi ha inizio a Reggio Calabria fino ad arrivare all'Oro Olimpico di Parigi.

A narrarcela é Cesare Pellegrino, attuale direttore sportivo della Domotek Volley, uomo che dello sport ne ha fatto una ragione di vita. 

Ed é stato proprio l'amore per la pallavolo a far incontrare Cesare e Dina.

Simbolo della Russia di Karpol, schiacciatrice del Cska di Mosca campione di Russia negli anni '85, pilastro della Nazionale che le ha permesso di ottenere il premio individuale di miglior atleta al mondo. Vincitrice della Coppa dei Campioni, bandiera della Mangiatorella Messina e della Medinex Reggio Calabria. 

Dina Yasakova di emozioni ne ha vissute fin tante nella sua carriera, continuando a portare avanti la sua passione anche dopo il ritiro, venendo nominata da Italia e Russia come una delle atlete piú forti degli anni Novanta

Tra un allenamento e l'altro che tra la Yasakova e Cesare Pellegrino é nato l'amore fino al coronamento di un altro sogno, quello del matrimonio

Dina Yasakova é venuta a mancare lo scorso anno dopo aver combattuto fino alla fine un brutto male. 

La morte non ha peró fermato l'ennesimo sogno, quello vissuto attraverso Ekaterina Antropova

"Prima della Pandemia io e mia moglie abbiamo lavorato nel settore del Turismo -sono le parole di Pellegrino- avevamo un'agenzia dove attraverso la Federazione Russa facevamo venire dei nuclei russi in Italia. La maggior parte ex pallavolisti che partecipavano a dei campionati veterani ed a loro si sono aggregati spesso degli amici di famiglia. Tra queste vi é stata anche la madre di Ekaterina Antropova. 

È nato subito un rapporto di stima e di amicizia stretta, la giovane Ekaterina ci mostró la forte volontá di voler intraprendere la carriera pallavolistica e cosí Dina ha iniziato a seguirla.

Tramite diversi contatti Ekaterina é riuscita a fare dei provini prima con il Volleyró e poi con il Sassuolo. La scelta é ricaduta su quest'ultima squadra con la quale la Antropova ha giocato un campionato di Serie C da protagonista. 

L'anno dopo é stata inserita in A2 a soli 17 anni ed ha ottenuto lo straordinario risultato di miglior realizzatrice in campionato.

L'agenzia che ha seguito mia moglie per anni ha indirizzato la ragazza verso Scandicci, una squadra che negli anni ha sempre giocato finali play-off scudetto. Ovviamente sono giunti anche i problemi burocratici legati alla nazionalitá di Ekaterina che ha voluto fortemente ottenere la cittadinanza italiana ad ogni costo. 

Risolti i problemi, quest'anno é arrivata per lei la chiamata alle Olimpiadi che l'ha portata alla vittoria della medaglia d'Oro con la Nazionale Italiana. 

Una ragazza di 21 anni, alta 202 centimetri con la medaglia d'Oro al collo. È giá una delle migliori al mondo nel suo ruolo e per me é stata una grandissima emozione vederla trionfare con la casacca Azzurra. Ha raggiunto il suo sogno con grande perseveranza e tanta forza di volontá. 

Quando Dina é scomparsa, sia lei che la madre mi sono rimaste molto vicino, ritornando a Reggio Calabria appena possibile".

Un racconto dalle mille emozioni quello di Cesare che attraverso le sue parole ha fatto rivivere ancora una volta le gesta di quella che é stata la grande atleta Dina Yasakova. 

La dedica speciale da parte di Ekaterina Antropova é andata proprio a Dina con la certezza che ad ogni schiacciata, ad ogni trionfo, ad esultare siano state in due.  

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