Il tour ambientalista prosegue mentre secco è il no ai rigassificatori di Gioia Tauro e Crotone
Puntare sempre di più sulle
rinnovabili, a partire dall’eolico offshore sbloccando quei progetti in attesa
di valutazione statale, e abbandonare la strada delle fonti fossili e dei
rigassificatori. È questa per Legambiente la sfida che la Calabria deve
affrontare visto che in questo territorio tre quarti dell’elettricità è ancora
prodotta da fonti fossili. La Calabria deve riuscire a trasformare l'emergenza
climatica, energetica e sociale in opportunità di crescita e sviluppo del
territorio, non solo per contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici,
ma anche per portare innovazione nei territori, al settore energetico e nuovi
posti di lavoro. Non deve perdere questa importante opportunità,ha
tutti i requisiti e le capacità per far decollare le rinnovabili dimostrando al
Governo Meloni che la strada da percorrere non è quella dell’hub del gas. Il
Meridione può diventare un hub energetico europeo strategico delle rinnovabili
e la Calabria in questo contesto può giocare un ruolo importante con i suoi 22
progetti a fonti rinnovabili in attesa di valutazione statale, tra cui i 4 di
eolico offshore per complessivi 2,93 GW di potenza.
L’associazione ambientalista ha
fatto il punto oggi in occasione della tappa in programma a Crotone di
Goletta Verde, sua storica campagna estiva in navigazione lungo la Penisola
e realizzata con le partnership principali di ANEV, CONOU, Novamont e Renexia e
la media partnership de La Nuova Ecologia. L'eolico offshore è, anche
quest’anno, uno dei temi portanti di Goletta Verde per informare e
sensibilizzare i cittadini e per ricordare che l'energia prodotta dal vento rappresenta
uno degli strumenti necessari per arrivare alla decarbonizzazione del nostro
Paese attraverso la transizione energetica.
Le rinnovabili in Calabria:
Sul fronte delle energie pulite, nonostante alcuni continuino a pensare
che la Regione Calabria abbia già contribuito abbastanza, a fine 2022 nel
territorio sono presenti 35mila impianti da fonti rinnovabili, pari a poco più
del 2% di quelli presenti sul territorio nazionale, per 2.817 MW di potenza
complessiva, cresciuti di appena 52 MW di nuova potenza rinnovabile nell’ultimo
anno. In termini di copertura energetica elettrica, il maggior contributo
arriva dall’eolico, con il 12%, seguito dalle bioenergie con il 7,5% (in
questa percentuale rientrano specifici impianti a biomassa solida che non hanno
alcuna caratteristica di sostenibilità, e dal solare fotovoltaico con il
3,8%. Percentuali, tra eolico e fotovoltaico, davvero basse e che, per una
Regione come la Calabria, rappresentano solo il primo timido passo verso la
decarbonizzazione.
Eppure, la Calabria è una regione
con un potenziale davvero importante, come raccontano i 22 progetti a fonti
rinnovabili in attesa di valutazione statale, tra cui i 4 di eolico offshore
per complessivi 2,93 GW di potenza. Il più distante dalla costa è il
progetto di eolico offshore Calabria, da 555 MW e previsto, se
autorizzato, nello specchio acqueo del Golfo di Squillace a largo di Punta
Stilo con la pala più vicina alla costa ad una distanza di 55 km. Sempre nel
Golfo di Squillace a 43,5 km troviamo anche il progetto Krimisa, il più
grande tra quelli monitorati da Legambiente fino a fine maggio, composto da 62
aerogeneratori da 18 MW ognuno, per una potenza complessiva da 1.116 MW. Tra lo
specchio di mare del Golfo del Comune di Squillace (CZ) e i territori comunali
di Borgia, Squillace, Grifalco, San Floro, Caraffa di Catanzaro, Cortale e
Maida, anch'essi in provincia di Catanzaro, troviamo invece la proposta di
progetto Fortevento composto da 39 aerogeneratori da 15 MW ciascuno, per
una potenza complessiva pari a 585 MW. In ultimo, il parco eolico La
Patrizia, unico non galleggiante, che sarà posto ad una distanza minima
dalla costa di 12 km e composto da 45 aerogeneratori da 15 MW ciascuno per 675
MW, e che, se approvato, sarà realizzato tra il Comune di Belcastro (CZ), in
località La Patrizia, lo specchio di mare del Golfo del Comune di Squillace
(CZ) e i territori comunali di Botricello, Cropani, Sellia Marina, Sersale,
Simeri Crichi, Catanzaro, San Floro, Caraffa di Catanzaro e Maida.
“La strada verso la
decarbonizzazione è ancora molto lunga: lo
scorso anno le fonti fossili hanno coperto il 75% della domanda di energia
elettrica della Calabria, con un radicamento legato non solo alla
produzione energetica, ma anche al trasporto di gas e all’estrazione di
idrocarburi - dichiara Anna Parretta, Presidente Legambiente Calabria.
Ad oggi, con i suoi gasdotti la Calabria è
territorio di transito di tutto il gas importato dal Nord Africa che
approda prima in Sicilia per essere poi spinto verso nord passando per la
Centrale di Compressione di Tarsia, in provincia di Cosenza. Inoltre, a questa
situazione si aggiunge il rischio dato dai rigassificatori: il primo a
Gioia Tauro, tornato in auge dopo 10 anni dalla sua autorizzazione a causa dello
scoppio del conflitto in Ucraina e oggi considerato importante nell’ambito
della strategia che vede l’Italia candidata a diventare l’hub del gas verso
l’Europa; e l’altro in attesa di autorizzazione a Crotone, da 0,8
miliardi di smc, e che prevede un deposito
costiero con capacità di 20.000 smc di
gas. Progetti che allontanano la Calabria dalle opportunità di innovazione,
miglioramento della qualità di vita e creazione di posti di lavoro. È ora di
dire basta: l’eolico offshore, insieme alle altre tecnologie pulite, è
un’opportunità energetica, economica e sociale che la nostra Regione ha tutto
l’interesse a perseguire”.
Non bisogna dimenticare anche le
attività di ricerca e produzione di idrocarburi. Nel 2022, attraverso le
4 concessioni di coltivazione presenti nella Regione e localizzate nei pressi
di Crotone tra terra e mare, sono stati prodotti 5.119.484 smc di gas su terraferma
e 282.046.919 smc nelle concessioni direttamente di fronte alle coste
crotonesi, una quantità pari a circa l’8% della produzione nazionale di gas
fossile. A queste si aggiungono ulteriori 3 permessi di ricerca per una
superficie di oltre 2.000 kmq destinati ad attività connesse alla produzione di
idrocarburi.
"Il numero di progetti sulle
rinnovabili presenti in Calabria, e in altre 6 regioni italiane, raccontano
molto bene un significativo fermento da parte delle imprese, pronte a investire
nei nostri territori - dichiara Alice De Marco, portavoce Goletta Verde.
L’aspetto più importante è guidarle attraverso una riforma delle normative
autorizzative, che semplifichi e velocizzi i processi mettendo particolare
attenzione all’integrazione dei diversi progetti nei territori. Parlando di
eolico offshore è necessario avere una cabina di regia in grado di guidare le
imprese nella scelta dei siti. Non tutti i progetti verranno realizzati ma ciò
non toglie che questa tecnologia rappresenti un pezzo di futuro energetico per questa
regione, in grado di portare oltre che sviluppo anche posti di lavoro. Un esempio:
il parco eolico offshore MedWind presentato in Sicilia, da 2,7 GW porterà
almeno 1.100 posti di lavoro del settore pari a 2,3 posti di lavoro ogni MW di
progetto. Un obiettivo raggiungibile solo con un Piano Nazionale Integrato
Energia e Clima davvero ambizioso e che candidi il nostro Paese a diventare
l’hub delle tecnologie pulite e non delle fossili”.
Progetti e opportunità di cui
Legambiente ha parlato in occasione dell’incontro che ha organizzato a
Crotone dal titolo “RITORNO AL FUTURO. Trasformare la crisi climatica,
energetica e sociale in opportunità. Il ruolo dell’eolico offshore in Calabria,”
che ha visto la partecipazione di Rosaria Vazzano, Presidente del
Circolo Legambiente Crotone; Ottavia D'Agostino, Ufficio Energia
Legambiente; Anna Parretta, Presidente Legambiente Calabria; Alice De
Marco, Portavoce di Goletta Verde; Vincenzo Voce, Sindaco di
Crotone; Manuela Asteriti, Presidente Cooperativa Pescatori di Crotone; Enzo
Scalese, Segretario Generale CGIL Area Vasta Catanzaro Crotone e Vibo,
Crotone Vibo, Fabio Tomaino, Segretario UIL Crotone e Mario Spanò,
Confindustria Crotone.