Soncini e Stufano, il ritorno degli ex Domotek: "Reggio è casa nostra"

Autore Redazione Web | mer, 11 feb 2026 19:45 | Viridex-Sabaudia Marco-Stufano Alessandro-Soncini

I giocatori della Viridex Sabaudia hanno salutato il Palacalafiore dopo la sfida

di Giovanni Mafrici

Non è stato un semplice ritorno. È stato un ritorno carico di pathos, un tuffo in ricordi indelebili che ha portato due ex giocatori della Domotek a rimanere sul campo, dopo il fischio finale, per salutare il pubblico di Reggio Calabria per lunghi, intensi minuti. Marco Soncini e Alessandro Stufano, oggi pallavolisti della Viridex Sabaudia, hanno vissuto la sconfitta contro l'ex squadra con il cuore diviso tra il rammarico sportivo e la gioia di un ritorno sentito come un vero "ritorno a casa".


"È stata una bella gara, una bella sfida", esordisce Marco Soncini. "Sapevamo cosa significava venire a giocare in questo palazzetto con la squadra che ha fatto Reggio quest'anno. La partita è stata combattuta, ma Reggio è stata più forte nei momenti decisivi".

Concorda Alessandro Stufano: "Un bel combattimento, un po' altalenante. Hanno giocato forte entrambe le formazioni, noi siamo stati un po' deficitari nell'ultimo periodo. Abbiamo provato a dare tutto, evidentemente non è bastato. C'è rammarico, eravamo sopra di sette punti verso la fine e ci siamo fatti recuperare. Questo la dice lunga, hanno giocato meglio loro oggi". Stufano nota subito la differenza nell'aria al Palacalafiore: "Un bell'ambiente. Si vede che è cambiato qualcosa rispetto all'anno scorso, si vede che state andando bene, andate forte e si vede anche sul campo".

Tra i temi curiosi, l'improvvisa apparizione di Marco Soncini nel ruolo di libero nelle partite scorse. "Ho avuto un infortunio a un dito", spiega. "Mi hanno chiesto se il libero era infortunato, quindi mi sono messo a disposizione della squadra. È un'esperienza nuova per me, ci ho provato a fare il meglio come sempre ed è stato anche abbastanza divertente".

Sulla corsa alla promozione in A2, Soncini è cauto ma analitico: "Questo campionato è molto competitivo, sia in questo girone che nell'altro. Ci sono i candidati, non voglio portare “Yella”, ma si sa più o meno chi sono quelli che lottano per salire. Gioia del Colle è in crescita esponenziale, Castellana Grotte… Noi stiamo provando a lottare per arrivare il più in alto possibile. Il livello è molto alto".

Ma è quando si parla di cosa manchi di Reggio che i volti dei due atleti si illuminano. "Il pubblico, bellissimo", dice Soncini. E Stufano sottolinea: ”il palazzetto, il pubblico... . È tutto bello, è un piacere giocare qua".
Per Soncini, il legame è ancora più profondo: "È come se non fossimo mai andati via". "È una bellissima emozione tornare in questa città", racconta con voce emozionata. "Da quando eravamo sul treno, io pensavo che questa è stata la prima città che ho conosciuto in Italia. Sono arrivato qua 5 anni fa e ho imparato a parlare la lingua qua. Con il mister Antonio Polimeni che mi scelse per primo.".

L'emozione è palpabile. Per questi due atleti, Reggio non è stato solo una tappa di carriera. È stato un luogo di formazione, di crescita umana e professionale. Un luogo che ha lasciato un segno indelebile, come dimostra quel saluto prolungato al pubblico, un atto di gratitudine che è andato ben oltre il semplice rituale sportivo.
Come ha chiosato qualcuno dalle tribune, a suggellare questo legame speciale.

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