Al via le attività estive nei giorni scorsi con alcuni seminari organizzati con altre realtà
Ormai è ufficiale. Con
i seminari tenuti in questi giorni è stato avviato l’atteso percorso di
recupero dello spazio Jardin, una ex sala per ricevimenti attiva per
molti anni nel quartiere di Catona. Abbandonata da tempo, la sala e i
suoi spazi annessi sono stati affidati in comodato d’uso dalla proprietà, la
famiglia Votano, alla compagnia Mana Chuma Teatro che, assieme a una
serie di altri partner, associazioni ed enti, la farà rivivere in una dimensione
sociale, culturale ed educativa.
L’obiettivo è di
creare uno spazio culturale ibrido in uno dei quartieri periferici più popolosi
e, per certi aspetti, difficili della città di Reggio Calabria.
“Per spazio
culturale ibrido si intende un luogo in cui l’arte e la cultura aprano le porte
ad altre attività parallele ma non meno importanti come la formazione,
l’innovazione sociale, oltre ai servizi complementari come il bar, la
biblioteca e l’archivio”, dice Massimo Barilla, drammaturgo e direttore
di Mana Chuma Teatro.
Si è partiti
negli scorsi giorni con una serie di seminari organizzati nell’ambito di “Jardin.
Hub di comunità per l’innovazione sociale e culturale”, sostenuto
dall’Avviso “Reggio Resiliente” (PON Metro Città di Reggio Calabria), progetto
di Mana Chuma Teatro in ATS con la cooperativa sociale MAG delle Calabrie.
“Innovazione del
purpose. Definizione dell’identità e del design dello spazio”, “Jardin.
Governance e sostenibilità dello spazio”, “Jardin e gli altri. I luoghi di rigenerazione”:
questi i temi dei seminari tenuti presso La Fattoria Urbana, sempre a Catona.
Durante la
mattina gli organizzatori si sono incontrati per discutere e riflettere sui
possibili percorsi da intraprendere allo
spazio Jardin, mentre il pomeriggio si sono svolti dei meeting con
associazioni, cittadini e istituzioni locali in un confronto aperto per
identificare i bisogni specifici del territorio.
“Per noi è
fondamentale che l’apertura dello spazio coincida con l’avvio di un processo
condiviso con le persone che vivono il quartiere, senza la cui presenza e
partecipazione attiva il nostro progetto non avrebbe senso. Siamo qui per
raccogliere le istanze e comprendere le esigenze della comunità locale e
lavorare insieme”, ha affermato Massimo Barilla.
Parallelamente
ai seminari, Mana Chuma Teatro ha organizzato due interessanti laboratori
aperti a tutti, in particolare a chi si occupa di giornalismo e comunicazione.
Nella giornata di martedì 20 si è tenuto “Giornalismo e gamification. Gli spazi
dell’interazione”, a cura di Claudio Calveri, Luigi Polimeni, Lorenza Fruci,
mentre domani sabato 24 giugno (dalle ore 15 alle 18) sarà il
giornalista reggino Gianfrancesco Turano, firma di punta del settimanale
“L’Espresso”, a tenere “Storia e narrazione. Tra giornalismo e
letteratura”, un laboratorio dedicato alla valore della memoria e a come si
possano ibridare giornalismo e letteratura. Esattamente come ha fatto lui nei
suoi romanzi “Contrada Armacà” (Chiarelettere, 2013) e “Salutiamo, amico” (Giunti,
2020).