L’evento è promosso dal Club Serra di Reggio Calabria e dalla Bottega di
Giangurgolo
Il Club Serra di Reggio Calabria si prepara ad un’altra iniziativa a
sostegno delle vocazioni e del Seminario arcivescovile Pio XI. Lo farà con
un’iniziativa in programma stasera, 7 marzo, al teatro Comunale “Francesco
Cilea”. La commedia “I Cari parenti” del regista ed autore Oreste Arconte,
riadattamento dell’omonimo romanzo di Saverio Strati. Una serata di allegria e
beneficenza che vede coinvolti gli attori della Bottega di Giangurgolo, con il
patrocinio dell’Associazione Culturale Le Muse e del Lions Club Fata Morgana di
Villa San Giovanni.
"I cari parenti", adattamento teatrale dell'omonimo romanzo di
Saverio Strati è una commedia dal genere “amaro” che descrive la situazione che
si viene a creare in una ristretta famiglia composta dal padre, don Antonio, e
dalla figlia, Mariarosa, dopo la notizia che quest’ultima ha ereditato una
grossa fortuna da una lontana comare d’America. Un evento che innesca a catena
una serie di altri avvenimenti, facendo emergere tutta una serie di
problematiche non risolte all’interno del gruppo familiare. Fino ad un epilogo
buffo e a sorpresa.
Insomma un’occasione per passare un paio di ore all’insegna del
divertimento, ma anche per riflettere su questioni legate all’attualità. Al di
là del significato e del valore in sé della rappresentazione, tuttavia, lo
spettacolo che sarà allestito anche grazie al contributo del Club Serra di
Reggio Calabria, del Lions Club “Fata Morgana” di Villa San Giovanni e
dell’Associazione culturale “Le Muse” ha un altro nobile fine: sostenere le
attività formative del Seminario arcivescovile di Reggio Calabria e le
vocazioni sacerdotali.
«Proprio attraverso il teatro abbiamo pensato di renderci utili per
promuovere questa realtà molto importante per il territorio e per la diocesi di
Reggio Calabria - Bova», spiega il regista della Bottega di Giangurgolo, Oreste
Arconte che è anche il presidente del Club Serra di Reggio Calabria.
Il movimento laicale presente in riva allo Stretto da vent’anni ha come
finalità proprio il sostegno delle vocazioni al sacerdozio ministeriale e alla
vita religiosa consacrata, non solo mediante la preghiera, ma anche l’amicizia
ed ogni altro tipo di attività. E quale migliore occasione se non un momento
dall’alto valore culturale e aggregativo per lanciare questo importante
messaggio?
«Abbiamo scelto non a caso il teatro, calabrese, ispirato alla poetica dei
romanzi Saverio Strati, per dire che siamo tutti chiamati a promuovere il
nostro territorio sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista
spirituale», ancora Arconte. «La vera ricchezza della Chiesa e delle vocazioni
- aggiunge - sono i fedeli. Ed è a loro che chiediamo un contributo, insieme al
territorio, per sostenere la formazione dei nostri futuri presbiteri».
La rappresentazione al “Cilea” di stasera «è un’occasione importante per
riscoprire, insieme, i nostri autori, ma anche per sostenere un’importante
istituzione del nostro territorio», ha motivo di ritenere Giuseppe Livoti,
presidente dell’Associazione “Le Muse”. Da qui l’invito suo, degli altri club
service e dello stesso regista, «a non mancare all’appuntamento. Attraverso un
piccolo contributo sarà una doppia occasione per valorizzare le risorse
culturali e spirituali del nostro territorio».