Il pianista e compositore italo-brasiliano ha condiviso con i ragazzi la sua esperienza
Musica
come strumento di esplorazione di sé, per conoscere la propria identità e
scoprire i propri talenti. Questa la lezione di vita messa in scena, lunedì
scorso, nell’Auditorium dell’Istituto Comprensivo “Catanoso - De Gasperi” con
“Sulle note del talento”, la performance del pianista e compositore Marcelo
Cesena, che ha messo a
disposizione degli studenti il suo variegato bagaglio di esperienze. L’evento,
fortemente voluto dal Dirigente scolastico Marco Geria, è stato promosso
dall’associazione Espero per «aiutare i ragazzi a cercare la bellezza - spiega il
presidente Nino Stilo - Oggi vogliamo proporre la ricerca dei talenti,
attraverso quest’incontro possiamo capire chi siamo e dove andiamo». In scena
palpita la colonna sonora della vita che, con la sua straordinaria gamma di
colori, diventa musica arrivando dritta al cuore della giovanissima platea. Un
vasto repertorio snocciolato sul palco con perizia e generosità, spaziando
dalla musica tradizionale brasiliana con il celeberrimo “Tico Tico” all’intenso
“Experience” di Ludovico Einaudi, dalla delicata “River Flows in You” di Yiruma
alle composizioni “Babbo” e “Home” che Cesena ha dedicato ai suoi genitori, istantanee
sonore di emozioni vissute. «Il nostro talento è al servizio del mondo. Per scoprire le nostre doti
dobbiamo immergerci nella vita, dire di sì alle proposte di chi ci vuole bene -
consiglia Cesena agli studenti - Voi state attraversando una fase
importantissima. La scuola è il luogo dove potete capire chi siete, che cosa vi
rende felici. Senza la conoscenza, non si può gustare, assaporare l’esistenza».
A rifulgere non è soltanto uno straordinario talento artistico, ma soprattutto
l’umanità del musicista che trasuda in un dialogo cadenzato che alterna suoni e
parole, coinvolgendo anche gli alunni del corso a indirizzo musicale Filippo
Aricò (tromba) e Joel Cutrì (sax) e le doti canore di Irene Sottilotta. Una
passione che ha origini lontane, quella di Cesena, fregiato per ben due volte
con il Brazilian International Press Award e considerato oggi ambasciatore
della musica brasiliana nel mondo. «A 10 anni odiavo la musica classica, mio
papà, che era italiano, ascoltava l’Opera il sabato e la domenica mattina,
mentre io volevo dormire - racconta a cuore aperto ai ragazzi - Poi una vicina
di casa mi ha fatto ascoltare suo figlio al pianoforte e mi ha affascinato come
suonava, il fatto che fosse presente». Da qui il desiderio e la vocazione di
dedicarsi totalmente alla musica, con gli studi al Conservatorio, il
trasferimento in Arizona per perfezionarsi fino a coniugare a Los Angeles la
sua passione per il piano con il mondo del cinema, dove ha studiato Film,
Television and Digital Entertainment Media Program. Un’esperienza artistica e
umana regalata anche ai bambini dell’Infanzia con un percorso dedicato alle
connessioni tra suoni ed emozioni, che ha lanciato a chiare lettere un
messaggio: «Ognuno di noi ha qualcosa di unico e speciale - chiosa il musicista
italo- brasiliano - non sprecatelo!».