Medici di Base in Calabria: protesta per le sanzioni sulle prescrizioni

Autore Redazione Web | dom, 15 feb 2026 12:30 | Medici Multe Calabria Sanità

Secondo i medici, le multe sarebbero ingiustificate e basate su interpretazioni retroattive di note Aifa precedenti

La protesta dei medici di base in Calabria sta crescendo in risposta alle sanzioni e ai richiami delle Aziende Sanitarie Provinciali (Asp) che contestano presunti casi di "iperprescrizione" e farmaci "inappropriati". Un fenomeno che sta coinvolgendo soprattutto l'Asp di Reggio Calabria, dove circa 300 medici hanno ricevuto contestazioni per le quantità di farmaci prescritti e per la presunta mancanza di appropriatezza nelle terapie. A riportarlo ANSA.

Secondo i medici, le multe sarebbero ingiustificate e basate su interpretazioni retroattive di note Aifa precedenti, mentre oggi si attengono alle nuove disposizioni in materia di prescrizioni. Marcella Borrello, medico di base a Reggio Calabria, è tra quelli che ha ricevuto sanzioni per le sue prescrizioni. "Sono multe improprie", afferma, riferendosi alla richiesta di rimborso per 3.000 euro a causa di un' "iperprescrizione" di farmaci, come gli "Omega3". La dottoressa ha chiarito di aver seguito le indicazioni ricevute dal reparto di Diabetologia dell'Ospedale, che richiedeva proprio la prescrizione di questi integratori per il trattamento dei trigliceridi elevati.

Nonostante la giustificazione fornita, Borrello ha ricevuto una seconda richiesta di rimborso di circa 10.000 euro, ora bloccata dall'Asp in autotutela. Una terza contestazione, senza un importo specificato, è stata emessa per la presunta iperprescrizione di antibiotici, gastroprotettori e antinfiammatori nel terzo quadrimestre del 2025.

La Questione della "Iperprescrizione" e la Difesa dei Medici

Il tema centrale della protesta riguarda la difficoltà di dover rispondere a richieste di giustificazione per l'appropriata cura dei pazienti. I medici di base si sentono accusati di compiere errori, quando, in realtà, si limitano ad esercitare il loro dovere di cura. "Mi si contesta di aver curato le persone", commenta Borrello, aggiungendo che la nuova procedura imposta dalle Asp e dal SSR compromette il diritto alla salute. Secondo la dottoressa, quando si tratta di patologie gravi come una polmonite conclamata, il medico di base è costretto a prescrivere antibiotici che non sono sempre i più adatti, solo per poi cambiarli successivamente se la situazione non migliora. "E se nel frattempo non è morto?" si domanda, evidenziando la gravità della situazione.

La Sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro

Recentemente, un’altra importante vittoria è arrivata dalla Corte d'Appello di Catanzaro, che ha definito "ingiustificate" le trattenute operate dall'Asp su medici che si erano visti contestare la "non conformità" delle loro prescrizioni. La Corte ha affermato che i richiami alle prescrizioni effettuate in difformità dalle linee guida dell’AIFA erano insufficienti a giustificare le sanzioni, definendo le trattenute "insufficienti" e facendo riferimento alle prescrizioni che, di fatto, facevano parte di un contesto terapeutico preesistente.

I medici, infatti, si difendono spiegando che le nuove linee guida Aifa sono entrate in vigore solo di recente e che le loro prescrizioni precedenti erano in linea con le direttive dell'epoca. La sentenza, che ha visto la Corte dare ragione a un medico in un caso simile, sta dando speranza a molti professionisti della salute che si trovano in situazioni analoghe.

Il Diritto alla Salute in Discussione

Questa situazione non è solo una battaglia legale tra medici e Asp, ma coinvolge anche il diritto alla salute dei pazienti. I medici di base sono infatti chiamati a fare scelte terapeutiche cruciali, talvolta in situazioni di emergenza, e l’impossibilità di agire con piena libertà per paura di sanzioni potrebbe compromettere l'efficacia della cura stessa. In molti casi, la rigidità nelle prescrizioni e la scarsità di opzioni terapeutiche imposte dai sistemi sanitari possono mettere a rischio la salute dei pazienti.

La questione sollevata dai medici di base in Calabria è complessa e tocca non solo il diritto alla salute dei pazienti, ma anche la libertà professionale dei medici nel prendere decisioni terapeutiche. Mentre molti di loro vincono i ricorsi contro le richieste di rimborso, le criticità legate alla gestione delle prescrizioni e alle nuove normative in materia di appropriatezza restano un tema caldo. La speranza è che si arrivi a una maggiore chiarezza nelle direttive e che i medici possano continuare a esercitare la loro professione con serenità, in favore della salute di tutti.

Aggiornamenti e notizie