Le limitazioni "tolte" cambiano davvero lo scenario per Reggio Calabria?
di Domenico
Francesco Richichi* - Sulla stampa di ieri, abbiamo letto i proclami della
destra reggina con i quali si annuncia la svolta relativa alle limitazioni che
insistono sull’aeroporto di Reggio Calabria e si fa, quindi, sperare in buone
prospettive per il suo rilancio: fumo, e solo fumo, negli occhi.
Premesso
che non sono le limitazioni esistenti a non consentire il rilancio
dell’aeroporto, ma è l’attuale gestione di Sacal, che non ha mai visto di buon
occhio l’infrastruttura reggina quale elemento importante del sistema
aeroportuale calabrese, ecco perché il proclama di senatori e dirigenti della Lega
è privo di consistenza: 1) fa riferimento alla pista 15, secondo il comunicato
della Lega, “finalmente libera agli equipaggi”:
la testata 15 della pista 15:33 non è mai stata limitata, né, in
atto, ha limitazioni sugli equipaggi. Non è, infatti, necessaria alcuna
abilitazione per la pista 15 (lato Sbarre). Per maggior precisione, le
uniche penalizzazioni che dovrebbero essere tolte per la 15 sono le limitazioni
per il vento in coda con pista bagnata introdotte negli anni ‘90 a ragione del
manto usurato e di pendenze con ristagno di acqua e fenomeno acquaplanning. Il
tutto risolto, già nel 2004, diciannove anni fa, con la nuova pavimentazione:
dopo 19 anni Enac si accorge dell’assurdità di tali limitazioni e le toglie
(grazia ricevuta!).
Le
norme interne relative ai voli (Aip) parlano chiaro e richiedono
l’addestramento solo per l’atterraggio e il decollo per la pista testata 33.
Quindi, l’annunciata, nuova libertà per pista 15 non esiste; 2) Per quanto
riguarda la testata 33 (Lato Pellaro) in riferimento alla quale si parla di
nuova procedura di volo, ai dirigenti della Lega è sfuggita una espressione
contenuta nel documento approvato al tavolo imbandito per la propaganda:
“previo addestramento dei piloti” su un nuovo fantomatico sentiero di
avvicinamento. Cioè, non è cambiato nulla rispetto ad oggi, ieri e l’altro
ieri. L’unica parvenza di novità potrebbe apparire l’impegno di Enac a coprire
i costi di noleggio di un simulatore di volo, che è un’altra inutilità in
quanto i simulatori di volo sono, già, in dotazione alle compagnie aeree che
non hanno bisogno, quindi, di noleggiarle.
Insomma,
i dirigenti della Lega, poiché non hanno la capacità di attivare iniziative per
il vero rilancio dell’aeroporto dello Stretto, incentivando con contributi
e con agevolazioni la sua riqualificazione, sparano notizie che sanno di
scoperta dell’acqua calda e non solo spacciano per novità provvedimenti che
esistevano e continuano ad esistere, ma lo fanno prima che Enac pubblichi, con
relativo notam, l’esito del “tavolo” convocato dal ministro delle
Infrastrutture.
Torna
utile, in proposito, ricordare qui, il notam pubblicato subito dopo l’incendio
all’aeroporto di Catania reclamizzato come novità che avrebbe tolto, dalla sera
alla mattina, tutte le limitazioni dell’aeroporto dello Stretto: notizia falsa
perché, per atterrare al Tito Minniti, le compagnie restavano obbligate a fare
un preciso risk assessment per ogni volo su Reggio, come da sempre e come oggi.
Infine,
è bene suggerire alla senatrice della Lega, che accusa la sinistra di essere
responsabile dello sfacelo dell’aeroporto del nostro scalo a motivo della mala
gestione degli anni passati, di non esagerare con la propaganda e di non negare
i dati di fatto: fino al 2012 l’aeroporto dello stretto è stato gestito, da un Consiglio
di Amministrazione nominato dalla Provincia di RC nella sua qualità di socio
maggioritario, sotto la presidenza dell’avvocato Giuseppe Morabito. Il CdA in
carica fino al luglio 2011, con la presidenza del compianto dott. Pasquale Bova,
fece arrivare il numero di passeggeri a 700.000 l’anno e predispose un piano di
rientro dai debiti che nel 2016 avrebbe portato la Sogas al pareggio di
bilancio.
E’
per dovere di cronaca, - non si può ancora parlare di storia - che la senatrice
debba ricordare che nel 2011, le cose presero una piega diversa, quando
l’Amministrazione provinciale passò al centro destra che defenestrò quel CdA e
ne nominò uno nuovo di zecca, alla stessa gradito: la gestione di quel nuovo
consiglio di amministrazione fece calare il numero di passeggeri
dell’aeroporto, da 700.000 a 300.000 e determinò le la dissoluzione delle
finanze della società con il conseguente fallimento della Sogas.
*dirigente regionale del PD ed ex assessore di Reggio Calabria con
delega all’Aeroporto