Morisani: «una città che, se non è morta, sicuramente avverte la sofferenza dell’agonia»
«Il “Caso Reggio”, sarebbe stato meglio doverlo inventare, purtroppo esiste ed è sotto gli occhi di tutti. E’ questa la premessa di una riflessione volta a sintetizzare una situazione di degrado e di abbandono che attanaglia i reggini da anni. E’ retorico affermare come Reggio, dotata di un territorio meraviglioso dalla terra al mare, rappresenti un gioiello naturale incastonato nel mediterraneo; ma dopo anni di degrado sociale, economico e culturale la città appare come assuefatta ad un destino avverso». A dirlo, in una nota, è Pasquale Morisani, presidente dell'associazione "Stanza 101".
«L’incapacità amministrativa di una classe di politicanti - prosegue Morisani - ha sommerso la città di rifiuti, spacciando un milionario appalto come raccolta differenziata; ha fermato opere pubbliche cantierizzate generando danni che ne rendono, dopo un decennio, quasi impossibile il completamento, basti pensare ad opere strategiche come il Museo del mare , il lido comunale , il palazzo di Giustizia; centinaia di milioni persi; sono scomparse pianificazioni essenziali, come quella della depurazione delle acque o il piano innovativo della mobilità; le famiglie sono salassate da bollette elevatissime raggiungendo così l’unico primato: la città con peggiori servizi e tasse più elevate. Eppure c'è ancora chi gioca al gatto ed alla volpe, chi nega lo sfacelo di una città che, se non è morta, sicuramente avverte la sofferenza dell’agonia».
«I facenti funzione e gli accoliti politicanti - si legge nella nota - spacciano comunicati stampa livorosi e sconnessi dalla realtà mentre questa città perde migliaia dei suoi figli, espatriati per studiare o cercare lavoro cercando un futuro lontano dalle proprie famiglie, dai loro suoi cari, dalle loro tradizioni. Eppure, a Reggio si difende l’indifendibile; anche dopo il caso eclatante dei brogli elettorali, anche dopo la condanna del sindaco e di mezza giunta, anche dopo decine di questioni e discutibili come l’appalto dei murales o la mancata costituzione di parte civile, anche la violazione di quel codice etico che, in pompa magna avete adottato, ed in occasione delle condanne gravissime, invece, avete apertamente violato e disatteso. Ma, una su tutte, sarebbe interessante capire come, nonostante centinaia di milioni ricevuti dal Governo nazionale in questi anni ed i fondi usati dalla città metropolitana, il bilancio sia in profondo passivo e senza aver erogato servizi, manutenzioni ed investimenti».
«Tralasciando posizioni giustizialiste e garantiste, troppo spesso utilizzate ad uso e consumo - continua il presidente di "Stanza 101" -, non abbiamo mai auspicato condanne giudiziarie, la nostra cultura non è forcaiola ed ha sempre tenuto posizioni di avversario non di nemico dell’altra parte; parimenti crediamo che chi tradisce il mandato del Popolo debba essere rimosso dalla stessa Politica perché essa ha il compito, in primis, di salvaguardare il valore della democrazia rappresentativa e della autorevolezza istituzionale».
«L’urlo popolare, spontaneo o motivato poco importa, di una settimana addietro rischia di scivolare nell’oblio; una tecnica usata da anni per sottacere il malcontento ed appiattire il dolore di una Comunità che, invece, non si riconosce più in chi la governa e reclama una nuova Politica, lontana da affarismi, strategie elettorali ed arrivismi. È tempo di aprire un dibattito, senza pensare a chi farà cosa, per tracciare un perimetro all’interno del quale individuare i danni e le responsabilità di un vero “caso Reggio”».
«Questa forse può essere l’occasione, attesa dai reggini, per fare chiarezza su cosa sia accaduto in questo decennio - conclude Morisani - ed aprire il viatico ad una nuova stagione che, raccogliendo la voce non solo di quelli scesi in piazza, liberi Palazzo san Giorgio dalla supponenza e dall’incapacità di chi lo occupa indebitamente».