Per curare i mali di Reggio Calabria basterà l'amore di un medico?

Autore Redazione Web | lun, 12 dic 2022 10:56 | Eduardolamberticastronuovo Sindaco Elezioni

L'analisi di Santo Strati su Calabria Live in merito alla candidatura di Lamberti Castronuovo

«Il grande malessere di Reggio ha radici antiche, almeno dalla nascita delle regioni, più di 50 anni fa, con la breve parentesi della Primavera di Italo Falcomatà. La città è malata (non “morta” come sostenuto nei cartelli di una affollata manifestazione dello scorso sabato), richiede quindi una terapia drastica, ma può guarire. Basterà un medico?» 

Inizia così l’articolo a firma di Santo Strati su Calabria Live che interviene sull’annuncio della disponibilità a candidarsi del dottor Eduardo Lamberti Castronuovo a sindaco di Reggio Calabria nella prossima tornata elettorale.

«Mancano tre anni – scrive Strati - ma un sussulto di dignità da parte degli attuali amministratori potrebbe portare a nuove elezioni. E allora Lamberti Castronuovo, l’editore di Reggio Tv, stimato reumatologo e direttore di uno dei più avveniristici istituti di diagnostica medica del Mezzogiorno, rompe gli indugi, con largo anticipo, e fa sapere di essere pronto a mettersi in gioco e a candidarsi per Palazzo San Giorgio».

«Offro ai miei concittadini la possibilità di approfittare della mia esperienza, della mia passione, per tentare di restituire alla città quanto le hanno tolto. Compresa la dignità» dice Lamberti che in un’intervista a Piero Gaeta della “Gazzetta del Sud”, dice: «C’è bisogno di un nuovo Umanesimo, che pensi alla qualità della vita dei cittadini».

Lamberti precisa nel suo intervento che «non significa che farò il sindaco» ma sottolinea che in tantissimi chiedono il suo coinvolgimento: «mi sono giunte oltre 23mila mail negli ultimi due anni». Il che, sia ben chiaro, non equivale a 23mila voti certi, è semmai il segnale che una parte della città condivide la sua amarezza e la voglia di riscatto – chiosa Strati.

«Reggio ha bisogno di un sindaco forte, autorevole, capace, indipendente, svincolato da logiche partitiche, non condizionabile dalle lusinghe del potere, di sani principi e, soprattutto, di specchiata moralità (detto meglio, incorruttibile). Senza voler sembrare parteggiare per Lamberti Castronuovo, per onestà intellettuale occorre dire che è un profilo che si attaglia perfettamente al medico reggino» scrive Strati.

«Il suo amore per la città è smisurato, Lamberti Castronuovo è ricco di suo (e non ha bisogno di arricchirsi con i classici compromessi che, per fortuna, mandano spesso in galera amministratori poco onesti) e ha, inoltre, mostrato con le sue attività di sapere come si amministra un’azienda. Non è uno sprovveduto dal punto di vista dell’esperienza manageriale (e Reggio ha bisogno di un sindaco manager), ha una vasta e invidiabilissima cultura e lo si è visto negli anni in cui alla Provincia faceva l’assessore proprio alla Cultura e non gli mancano né competenza né capacità. Bene, fosse così semplice, andrebbe eletto per acclamazione, con la città in festa per aver trovato il sindaco giusto. Ma, purtroppo le complicazioni ci sono e sono tante».

«Le elezioni amministrative prossime venture non cambiano pelle: non è una questione di rituale politico-partitico da rispettare, bensì il risultato è la somma di uno o più compromessi, è bene dirlo, checché sia indigeribile».

«Non basta il consenso popolare» scrive Strati su Calabria Live. «Così la prima domanda che bisogna porsi è dove si colloca Lamberti Castronuovo? Non a sinistra, né a destra, né a centro (secondo il vecchio schema di cui sopra): è un civico atipico che raccoglie il malcontento dei cittadini e se ne fa portavoce, con idee e programmi (merce rara nelle passate amministrazioni) e ha buone probabilità di consenso. Ma gli mancano i numeri.
Già, perché mezza città (per invidia e gelosia) non lo ama e non lo voterà mai, salvo che non sia “costretta” da indicazioni di area politica-partitica. E ritorniamo alla casella del via: da solo Lamberti Castronuovo, pur con la simpatia e gli apprezzamenti dell’alta metà della città che non gli è contro (sempre per gelosia e invidia sociale), non ce la può fare. Gli servono i voti, che l’apparato (di destra o di sinistra) è in grado di gestire (nel senso più democratico e onesto del termine)».

«Lamberti Castronuovo ha l’entusiasmo (sogna di fare il sindaco da quando aveva i calzoni corti) e le capacità, ma non ha la macchina che raccoglie i voti, cosa che solo i partiti (pur nella loro evanescenza) riescono ancora a raggranellare per far eleggere i propri fidi rappresentanti». 

«Chi appoggerebbe Lamberti Castronuovo? Francesco Cannizzaro, deputato di Forza Italia, che alle passate elezioni per il sindaco gli aveva promesso mari e monti per poi cedere alle logiche (suicide) imposte da Salvini? Abbiamo qualche dubbio. Il simpatico parlamentare reggino cova da tempo l’idea di candidarsi direttamente a sindaco di Reggio, ma non è sufficientemente convinto di lasciare Montecitorio». 

«Dalla sinistra, del resto, ci sono tiepide reazioni alla discesa in campo di Lamberti Castronuovo e pur in assenza di un candidato “forte” (non ce l’ha) la sinistra reggina ha piena coscienza che saranno elezioni a sconfitta piena».

«E allora? Permetteteci un sogno. A Reggio serve un’intesa trasversale che vada oltre i simboli partitici e riesca a combinare una squadra di uomini e donne che abbiano un solo obiettivo, quello della rinascita della città e del bene comune. Una grosse koalition alla tedesca che superi gli steccati ideologici e lavori esclusivamente per riportare il sorriso sui volti dei reggini, risolvendo problemi antichi e trovando soluzioni adeguate alle tante opportunità che l’Europa (ancora per poco) continua a offrirci. Una coalizione che metta insieme persone perbene, anche di diversa estrazione partitica, e lavori con una guida autorevole e capace. Il regista non può essere un avventizio che prima faceva il datore di luci (scusate l’esempio banale, ma rende l’idea) né un consumato protagonista della politica, condizionabile per gli ovvi legami di partito o di area». 

«Serve un personaggio al di sopra delle parti che abbia voglia (e capacità) di prendersi quest’ambascia. Lamberti Castronuovo sarebbe un ottimo sindaco, ma la sua campagna elettorale deve partire col piede giusto».

Dunque chiosa Strati: «Fatte queste premesse, ci permettiamo qualche gratuito suggerimento a Lamberti Castronuovo: si rilegga Il Principe di Machiavelli e prenda atto che per “regnare” bene il principe ha bisogno di collaboratori capaci oltre che fedeli, quindi si deve circondare di una squadra di persone competenti che sappiano cosa fare: senza di loro il “regno” non funziona proprio. Non si fermi alla dichiarazione di disponibilità a candidarsi, riunisca le teste pensanti della città – indipendentemente dalla loro appartenenza politica – e proponga un’insolita coalizione trasversale, da presentare anzitempo alla città e registrare le reazioni. Ci sono personaggi di alto spessore mesi da parte che aspettano solo di poter offrire il loro contributo (disinteressato) alla città. Superi le antipatie personali (che, inevitabilmente, non mancheranno) e giochi d’anticipo sui tradizionali giochi di potere dei partiti che tenteranno di prendersi (o riprendersi) Reggio».

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