Il progetto civico di Lamberti Castronuovo rompe gli schemi e chiama a raccolta la città
Si è svolto ieri sera a Reggio Calabria un incontro molto partecipato promosso dal Polo Civico, il nuovo contenitore politico-civico guidato dal dottor Eduardo Lamberti Castronuovo, che punta a presentarsi come alternativa credibile in vista delle prossime elezioni amministrative. Un progetto che nasce con un obiettivo dichiarato: superare i partiti tradizionali e rimettere al centro la città, i cittadini e la buona amministrazione.
Ad aprire i lavori è stato proprio Lamberti Castronuovo che ha subito chiarito il senso della riunione: "Si avvicinano le elezioni amministrative. È inutile che vi faccia l’elenco delle cose che non vanno nella nostra città: le sapete benissimo. Non siamo qui per lamentarci, ma per capire cosa fare".
Secondo il promotore del Polo Civico, il paradosso di Reggio Calabria è evidente: "Abbiamo una storia millenaria, una sanità pubblica e privata di elevatissima qualità, una cultura che sprizza da tutte le parti. Eppure siamo all’ultimo posto nelle classifiche sulla qualità della vita. Un motivo ci sarà".
Da qui l’idea di un tentativo nuovo, senza scorciatoie.
"Il nostro è un tentativo. Se andrà avanti perché basato su persone di alta qualità, bene. Altrimenti, torneremo serenamente alle nostre professioni. Ma lasciare che la città vada ancora più giù, no".
Il dottor Lamberti Castronuovo ha ribadito che il Polo Civico non nascerà come emanazione di alcun partito.
"Non possiamo aderire a sigle già esistenti. Abbiamo visto cosa è successo. Vogliamo creare un cartello di persone civili che vogliono il bene di Reggio Calabria, armate solo di passione".
Uno dei pilastri del progetto è la legalità assoluta e il rifiuto di ogni forma di clientelismo.
"Nel momento in cui entriamo in quel palazzo, parenti, amici, cugini e nipoti ce li dobbiamo dimenticare. Se pensiamo di portare avanti la città con favori e favoretti, non andiamo da nessuna parte".
Il tema della fuga dei giovani è stato centrale nel suo accorato intervento.
"Ricevo ogni giorno, genitori di figli che sono fuori: in America, in Belgio, a Milano, a Torino. Qui si laureano e poi altrove diventano geni. Non c’è famiglia che non abbia qualcuno fuori. Il compito di un’amministrazione è creare le condizioni perché i giovani restino e tornino".
Ampio spazio anche alla disorganizzazione urbana.
"Chi arriva oggi a Reggio Calabria non sa dove andare. Non c’è una stazione dei bus, non c’è un sistema di accoglienza, perfino prendere un taxi diventa una contrattazione. Sono piccole e grandi cose che, se risolte, creano lavoro".
E i toni si fanno più forti quando il noto professionista si sofferma su un altro nodo fondamentale, l’astensionismo.
"Il 50% della popolazione non va a votare. È un dramma. Chi governa la città rappresenta solo il 20 o il 30% dei cittadini. Questa non è vera democrazia".
A sostenere il progetto sono intervenuti diversi esponenti del mondo civico e politico. Tra questi la docente Anna Nucera che ha espresso convinta adesione all’iniziativa.
"Ho sempre detto ai miei alunni: mai mollare. C’è sempre più di una soluzione e quando quelle normali non funzionano bisogna uscire dagli schemi. È esattamente quello che stiamo tentando di fare oggi. Non rinnego nulla della mia vita, ma ora dobbiamo mettere insieme le forze migliori della città".
Sulla stessa lunghezza d'onda Aldo Libri che ha invitato a guardare avanti senza nostalgie.
"Lasciamo perdere il passato. Un Polo Civico ha senso solo se punta davvero a delineare un nuovo assetto della città. Il vero problema è la democrazia: dobbiamo chiederci come far tornare le persone a partecipare. Serve una battaglia unitaria".
Netta anche la posizione dell'ex sindaco Demi Arena: "Tutto è possibile se si vogliono rompere gli schemi. Ma, serve autocritica: se una città così preziosa è ridotta in queste condizioni, la responsabilità non è solo della politica, ma della comunità. Se il ceto illuminato resta a guardare, non andremo da nessuna parte. Io mi metto in gioco, senza aspettare nessuno".
Dal territorio è arrivato l’intervento di un rappresentante del Comitato di Mosorrofa che ha ribadito come "solo un civismo vero può portare Reggio Calabria fuori da questa situazione".
Spetta all'avvocato Luigi Tuccio ricordare la genesi del percorso: "Sei anni fa, iniziammo a parlare con Lamberti perché gli scontri al vertice stavano avvelenando i pozzi della città. L’idea è una pacificazione. Quando amministriamo questo condominio che è Reggio Calabria, dobbiamo portare in Consiglio comunale un buon umanesimo e un’azione valoriale fondata sull’amore per la città".
A chiudere l’incontro è stato Umberto Montella che ha espresso soddisfazione per l’evoluzione del progetto.
"Questo cartello civico sta prendendo forma. È qualcosa che nella storia della città non si è mai realmente concretizzato".
Il Polo Civico si propone ora di aprire le porte alla città, con l’ambizione di restituire a Reggio Calabria quella normalità, quella dignità e quella partecipazione che, come più volte ribadito, non possono più attendere.