Secondo i dati la Calabria sembra non essere terra fertile per l’industria o per le giovani startup innovative che usano strumenti tecnologici
L’economia della regione Calabria e della provincia di Reggio Calabria sta vivendo un momento difficile. Nonostante non manchino le idee, le eccellenze e le conoscenze, Unioncamere ha confermato che, nei primi tre mesi del 2024, sono state più le aziende che hanno chiuso i battenti che quelle che hanno aperto.
Tra le cause di questi trend negativi per l’economia provinciale e regionale ci sono il calo demografico, la difficoltà di accedere a finanziamenti, la mancanza di intermediari finanziari sul territorio e pochi sportelli per il supporto di imprese e di cittadini con il “rischio che questi cadano nelle mani dell’usura,” ha commentato il segretario generale di UNISIN Emilio Contrasto.
Insomma, la Calabria sembra non essere terra fertile per l’industria o per le giovani startup innovative che usano strumenti tecnologici come la termocoppia per i loro processi produttivi più pericolosi come la misurazione di temperature elevate. Certo, ci sono le eccezioni, come sempre.
Una di queste è la startup Mulinum fondata da Stefano Caccavari nel 2016. Dopo 90 giorni di campagna di raccolta fondi, Caccavari raccoglie oltre 500mila euro grazie al contributo di 100 soci. Si tratta di un’azienda agricola che punta sulla coltura in biologico e locale di grano e farine che, poi, diventano prodotti di panificio calabresi, seguendo ricette e processi tradizionali. Mulinum sceglie la ricchezza del territorio della Calabria e di San Floro e della sua biodiversità per portare in tutta Italia prodotti naturali, sani e deliziosi, nel miglior stile calabro. L’idea di Caccavari è diventata una realtà che vuole tutelare il territorio e farlo crescere, un seme alla volta.
Se Mulinum per ora è l’eccezione alle regola dell’economia e dell’industria in Calabria, è anche vero che la regione deve puntare alle ricchezze e alle bellezze del suo territorio per raggiungere obiettivi di reddito, produttività e successo. Biodiversità e turismo sostenibile sono le parole d’ordine per la ripresa economica.
Secondo Coldiretti Calabria, la biodiversità regionale è una delle più grandi riserve d’Italia, tanto che la regione potrebbe diventare leader europeo nel settore.
“Questo patrimonio è costantemente a rischio,” ha scritto Coldiretti, “è un capitale, culturale, ambientale ed economico che va tutelato rispetto ai pericoli che vengono dagli effetti dei cambiamenti climatici, del consumo di suolo, ma anche dall’omologazione e dalla standardizzazione delle produzioni.”
Insomma, è fondamentale ricordare e valorizzare le unicità calabresi come i vini autoctoni, i semi antichi e la fauna locale. Con oltre 450 agriturismi, 40 produzioni Dop, Igp e 270 prodotti tradizionali censiti dal Ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare, la Calabria deve difendere la sua biodiversità, che ha sia un valore naturalistico che uno economico, per i produttori agricoli.
Il patrimonio calabrese è fatto anche dal mare e dalle sue coste, tanto che Trenitalia ha rilanciato la sua Summer Experience per il 2024 che raggiunge i migliori treni di ultima generazione con le migliori destinazioni in Italia. Tra le tappe del 2024 ci sono le fermate di Scalea, Paola, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Rosarno, Gioia Tauro e Villa San Giovanni. Per i viaggiatori il viaggio da Roma alla Calabria non è mai stato così facile e sostenibile, dato che i treni sono tra i mezzi di trasporto meno inquinanti. Non torna solo la Summer Experience, ma torna anche la ferrovia della Magna Grecia.
“È un servizio che mira a valorizzare la vocazione turistica della costa jonica facilitando i collegamenti," ha detto l’assessora lucana Dina Sileo.
Questo servizio unisce Taranto e Sibari con 4 treni che viaggeranno da sabato e domenica fino al 29 settembre. Unendo Calabria, Puglia e Basilicata, questa ferrovia permette ai turisti di vivere l’esperienza della Magna Grecia da un comodo treno.