L'incontro si è svolto nei giorni scorsi nella sala Mons. Ferro della Curia Arcivescovile
Il CIF - Centro Italiano Femminile città di
Reggio Calabria, ha organizzato, in occasione del giorno dedicato a San
Valentino, un incontro culturale dal titolo “C’è voglia di amore - diverse voci
a sostegno di un’emergenza”, presso la sala Mons. Ferro della Curia
Arcivescovile. Si è scelta la data simbolica del 14 febbraio in quanto, tale
giornata, è diventata una significativa celebrazione culturale, religiosa, del
romanticismo e dell’amore in molte nazioni del mondo. In apertura della serata
la Presidente cittadina del CIF, prof. Renata Melissari Poeta, ha evidenziato
che le iniziative del Centro Italiano Femminile esprimono un impegno culturale,
di ispirazione cristiana, orientato alla costruzione di rapporti di promozione
umana, di giustizia e di pace. Dopo i saluti di padre Catanese, Vicario generale
della Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova e della Presidente regionale del CIF
dr.ssa Laganà, ha dato via all’incontro Daniela Scuncia, con la sublime interpretazione
della poesia “Donna che parla in fretta”, di Anne Waldman. Il taglio che si è
voluto offrire all’evento è stato quello di uscire dagli schemi stereotipati e
melensi che affrontano il tema dell’amore, come ha spiegato la conduttrice
della serata avv. Marina Neri, dopo la performance di Francesco Tassone che ha
declamato i versi di un suo canto poetico: “Io uomo”. Con le colonne sonore curate da due musicisti
d’eccezione: Nino Pavone e Angelo Micheli, la serata è proseguita con l’intervento
della poetessa Pina De Felice che, da par suo, ha contribuito al successo dell’evento
offrendo, oltre a delle interessanti riflessioni, anche la lettura di due sue
bellissime poesie. A seguire, Marina Neri, Daniela Scuncia e il mattatore
Francesco Tassone hanno declamato pregevoli versi di diversi autori e, inoltre,
hanno voluto esaltare la giornata dell’amore attraverso lo “stupore dell’arte”.
I tre professionisti si sono esibiti infatti con interventi ricchi di
coinvolgente pathos e spiccata professionalità, rimanendo, però, attraverso un
percorso artistico originale, con la testa e il cuore immersi nella realtà di
questo drammatico periodo storico. Dopo i ringraziamenti finali rivolti ai
presenti da parte della Presidente del CIF cittadino, prof. Renata Melissari, ha
chiuso la serata Giovanni Suraci, leggendo una lettera di una ragazza Iraniana che,
con un commovente appello, chiede aiuto all’Occidente per non dimenticare la
battaglia di civiltà che i giovani di quel travagliato Paese stanno
combattendo. Per chiudere, infine, è stata letta l’indicativa massima di Gianni
Rodari: “Se io avessi una botteguccia fatta di una sola stanza vorrei mettermi
a vendere sai cosa? La speranza”.