L'associazione "Non Una Di Meno" organizza la presentazione del volume sulla settima vittima di via D’Amelio.
«La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarsi». Con queste parole di Rita Atria, “Non una di meno Reggio Calabria” invita la città ad ascoltare la storia della “settima vittima di Via D’Amelio” alla luce del libro inchiesta “Io sono Rita”. È quanto si legge in un comunicato dell'associazione "Non Una Di Meno".
Il volume ricostruisce la storia scomoda di Rita, la ragazzina abbandonata dalle Istituzioni che avrebbero dovuto prendersi cura di lei anche perché sotto tutela. Con la forza dei suoi 17 anni Rita denuncia la mafia del suo paese affidandosi al giudice Paolo Borsellino. Forse con la consapevolezza della brutta fine che le sarebbe potuta toccare.
Documenti inediti, interviste,
dichiarazioni dei familiari di Rita, pagine di diario, sono alcuni dei preziosi
contributi contenuti in questo libro che si pone l’obiettivo di creare nuovi
scenari intorno al suicidio di Rita Atria. Il libro - pubblicato da
Marotta&Cafiero Editori, è il frutto dell’impegno
e del lavoro d’inchiesta
di Giovanna Cucé (giornalista del Tg1),
Nadia Furnari (fondatrice e vicepresidente nazionale dell’Associazione
Antimafie Rita Atria) e Graziella Proto (fondatrice e direttrice della rivista
antimafia Le Siciliane/Casablanca).
Alla presentazione intervengono le autrici Giovanna Cucè Nadia Funari, Graziella Proto. Modera la giornalista Tiziana Barillà. L’appuntamento è sabato 28 gennaio alle 17.30, presso la Galleria Technè - Contemporaru Art in via Correttori, 6.