Viaggio nel patrimonio intellettuale del taurianovese pioniere della psicopedagogia, tra scoperte inedite e preziosi lasciti
“Antonio Raffaele Renda. Tra sindacalismo rivoluzionario, psicopedagogia e criticismo” è il titolo del convegno scientifico sul filosofo taurianovese a cui il Comune di Taurianova ha già dedicato la nuovissima biblioteca e al quale Taurianova Capitale Italiana del Libro 2024 ha dedicato un’intensa giornata di studi, alla presenza di illustri ricercatori e studiosi che si sono confrontati sulla figura di Renda, come i filosofi Piero Di Giovanni e Paolo De Lucia e gli storici Rocco Lentini e Nuccia Guerrisi.
Organizzato dall'Istituto "Ugo Arcuri" per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea, il convegno è stata un’occasione per esplorare il lascito intellettuale di Antonio Raffaele Renda e il ruolo cruciale che ebbe proprio nello sviluppo delle scienze umanistiche in Italia.
«Renda, filosofo taurianovese, docente universitario a Napoli e rettore a Palermo, ha segnato la storia della filosofia - dichiara Rocco Lentini, storico e componente della Commissione didattica dell'Istituto nazionale "Ferruccio Parri", nonché responsabile scientifico della catalogazione del fondo bibliotecario Antonio Renda -. Infiammato dalla politica e dal meridionalismo passò a coltivare interessi di carattere psicologico per approdare poi alla filosofia kantiana e al criticismo tendendo a svilupparne l'aspetto etico. I tratti del sistema filosofico di Renda e la sua scuola sono ancora riconoscibili nella filosofia italiana».
Grazie al sostegno del Ministero della Cultura, l'Istituto "Arcuri" ha recentemente riordinato il lascito librario di Renda al Comune di Taurianova, che oggi costituisce il nucleo storico della biblioteca comunale. Questo lascito, arricchito da volumi preziosi e rari, è stato catalogato dagli esperti dell'Istituto "Arcuri". Un importante momento della giornata è stato infatti la visita alla biblioteca comunale e alla sala dedicata al fondo Renda
L’evento, gratuito e aperto a tutti, ha rappresentato un'occasione unica per approfondire la figura di Renda e il suo contributo alla filosofia e alla psicologia in Italia, arricchito dagli intermezzi musicali a cura di Simone Albanese.