Cybercrime e tutela dei minori, Wanda Ferro: “Il web non è una zona franca, serve prevenzione educativa”

Autore Redazione Web | sab, 24 gen 2026 17:05 | Wanda-Ferro Cybercrimine

Ferro ha ricordato l’impegno quotidiano della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica

«Il digitale non è più uno spazio separato dalla vita reale, ma ne è diventato una prosecuzione continua. Per questo il web non può essere considerato una zona franca: è un luogo di diritti, ma anche di responsabilità».

Lo ha affermato la sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro, intervenendo al convegno-seminario “Crimini e criminalità informatica: i rischi del web”, promosso dal Co.Re.Com. Calabria, presieduto da Fulvio Scarpino, e dal Digital Lab Law dell’Università Magna Græcia di Catanzaro, diretto da Antonio Viscomi, svoltosi presso l’Itts “Ercolino Scalfaro” di Catanzaro.

All’iniziativa ha preso parte anche il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Curcio, insieme a rappresentanti delle istituzioni e operatori del settore. La sottosegretaria Ferro ha richiamato l’attenzione sui rischi crescenti della criminalità informatica, con particolare riferimento alle giovani generazioni. «Il cybercrime non riguarda solo i minori, ma investe l’intero sistema economico e istituzionale del Paese – ha spiegato –. Attacchi informatici, truffe online, furti di dati e violazioni dei sistemi informativi di imprese e pubbliche amministrazioni rappresentano oggi una minaccia concreta alla sicurezza nazionale e alla fiducia dei cittadini».

Ferro ha ricordato l’impegno quotidiano della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, definendo il contrasto alla criminalità digitale «una priorità assoluta del Ministero dell’Interno». I dati relativi al 2025 confermano la pericolosità di questo fenomeno: oltre 51mila casi trattati, 293 arresti e migliaia di indagini su reati spesso transnazionali.

Particolare attenzione è stata rivolta alla tutela dei minori: «Adescamento online, ricatti tramite immagini intime, cyberbullismo e l’uso distorto dell’intelligenza artificiale, come i deepfake, colpiscono ragazzi e studenti in una fase di naturale fragilità. La rete non dimentica, e questo entra in conflitto con il diritto dei giovani a crescere, sbagliare e cambiare».

Secondo la sottosegretaria, la risposta delle istituzioni «non può essere solo repressiva. La repressione è necessaria, ma arriva sempre dopo. La vera sfida è la prevenzione educativa, che lavora prima, formando coscienze, senso critico e responsabilità». In questo quadro si inserisce anche l’attività della Polizia Postale nelle scuole, che nel 2025 ha coinvolto oltre 4mila istituti e circa 400mila studenti, docenti e genitori. A riportarlo ANSA. 

Ferro ha sottolineato l’importanza della nuova edizione del Premio “Lucia Abiuso”, dedicato al cybercrime e alla legalità digitale: «Non è solo un’iniziativa culturale, ma una scelta di campo. Serve contrastare una narrazione tossica che spesso normalizza violenza e illegalità, proponendo invece modelli alternativi fondati su rispetto, responsabilità e consapevolezza».

Un passaggio è stato dedicato anche alla violenza giovanile, con riferimento alle recenti tragedie e al rischio diffusione di armi da taglio tra i minori. «Il governo sta lavorando su nuovi strumenti, affiancando le misure di prevenzione già avviate, come il Decreto Caivano. Serve una grande alleanza educativa che coinvolga scuola, famiglie, istituzioni e mondo dell’informazione. Dobbiamo aiutare i ragazzi a capire che dietro ogni profilo c’è una persona reale. La libertà non è fare tutto ciò che si vuole, ma avere la forza di scegliere ciò che è giusto», ha concluso Wanda Ferro.


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