Il comandante dei Carabinieri ricorda mesi di monitoraggio visivo e telefonico in un territorio complesso
Una risposta concreta a un territorio complesso, segnata da un’attività investigativa capillare e da mesi di monitoraggio continuo. È questo il senso dell’intervento del comandante dei Carabinieri Francesco Severi, intervenuto alla conferenza stampa dell’operazione “Car Cash”, che ha fatto luce su una lunga serie di episodi criminali avvenuti nel quartiere.
"Questa è la nostra ennesima risposta che riusciamo a dare in un territorio difficile, un territorio complesso che presenta delle criticità di un certo livello - ha spiegato Severi -. Con la nostra attività siamo presenti, riusciamo a dare delle risposte ai cittadini, a monitorare i fenomeni criminali, a intercettarli e, alla fine, ad assicurare la giustizia a coloro che si comportano nel modo sbagliato".
Un’azione che, secondo il comandante, rappresenta "l’ennesimo punto di forza" dell’Arma sul territorio, "un ulteriore tassello che mettiamo su questo quartiere per cercare di garantire giustizia e legalità".
Determinante, come illustrato durante la conferenza, è stato il metodo di indagine adottato.
"Si può sostanzialmente definire un monitoraggio visivo e telefonico ad ampio spettro – ha chiarito Severi – che ci consente di avere un occhio e un orecchio al posto giusto".
Un controllo costante che ha permesso di ricostruire dinamiche, abitudini e modalità operative dei responsabili.
Gli episodi censiti sono numerosi.
"Se vogliamo fare una semplice statistica dei furti, siamo nell’ordine di 62 episodi censiti, ma sono verosimilmente molti di più - ha precisato il comandante, sottolineando come una parte dei reati resti inevitabilmente fuori dal raggio di osservazione -. Noi riusciamo a vedere fino a un certo punto, c’è comunque una parte che non riusciamo a coprire e che aumenta necessariamente il numero degli episodi».
L’indagine ha avuto una durata significativa: "È iniziata a ottobre 2024 ed è finita ad aprile 2025. Parecchi mesi che ci hanno consentito di avere un quadro complessivo chiaro di quello che succede all’interno del quartiere, di giorno e di notte. Con il nostro monitoraggio riusciamo a coprire tutte le ore della giornata".
Severi ha poi evidenziato la spregiudicatezza dei responsabili, capaci di agire "anche alla luce del sole", convinti di poter fare ciò che volevano.
"È stato il loro tallone d’Achille - ha osservato, ribadendo l’importanza della risposta delle istituzioni -. Questo tipo di attività dà fiducia. La cittadinanza ha bisogno di fiducia e queste sono iniezioni che possono contribuire ad aumentare la percezione di sicurezza".
"Metodo e attività – ha concluso – sono ingredienti vincenti per dare la risposta che tutti si aspettano".
Un messaggio chiaro: presenza costante, investigazioni strutturate e risultati concreti per rafforzare sicurezza e legalità sul territorio.