Dismessi ma esemplari: Cosso e Massara fuori dalla Serie A, quando la meritocrazia si ferma al cartellino

Autore Giorgia Rieto | mer, 02 lug 2025 16:25 | Aia Cosso Massara

La loro esclusione è una ferita aperta per chi crede che il lavoro, la dedizione e la coerenza possano davvero portare lontano

Francesco Cosso e Gaetano Massara non sono due arbitri qualunque. Sono due uomini che hanno rappresentato con fierezza Reggio Calabria nel calcio che conta, raggiungendo i vertici dell’arbitraggio italiano senza scorciatoie, senza “protezioni”, solo con il proprio impegno. Oggi vengono esclusi dall’organico arbitrale di Serie A-B con la formula ufficiale “per motivi tecnici”, una scelta che, alla luce degli evidenti e reiterati errori arbitrali visti quest’anno in tutte le categorie, lascia più di un dubbio.

La loro esclusione è una ferita aperta per chi crede che il lavoro, la dedizione e la coerenza possano davvero portare lontano. Un paradosso, considerando che arbitri ben più esposti e responsabili di errori gravi, anche in match cruciali, sono stati puntualmente confermati. Se davvero i criteri sono “tecnici”, qualcuno dovrebbe spiegare perché a pagare sono due professionisti irreprensibili e stimati.

Francesco Cosso ha diretto in Serie A, guadagnandosi il rispetto di calciatori e dirigenti. Gaetano Massara ha calcato per anni i campi più prestigiosi come assistente, distinguendosi per competenza e affidabilità. Entrambi hanno portato in alto il nome della loro città e della sezione AIA di Reggio Calabria, diventando riferimento e modello per le nuove generazioni.

Emblematico e commovente il messaggio della loro sezione, che saluta così la fine di un ciclo:

“Tutto inizia e tutto finisce! A volte ci sono cose che durano poco e influiscono poco su noi stessi e sulla nostra vita, ma altre che durano talmente tanto da diventare uno stile di vita e cambiano noi stessi. Per voi l’AIA è stata questo, uno stile di vita... Ha formato l’uomo che siete oggi, i vostri principi, la vostra razionalità e la fermezza decisionale che vi caratterizza... Le ingiustizie sono all’ordine del giorno in ogni contesto e voi ne avete pagato le conseguenze... Grazie per l’infinito orgoglio che siete stati. È vero, tutto inizia e tutto finisce, ma dopo ogni fine c’è un nuovo inizio che può spaventarci ma a volte può sorprenderci”.

Una scelta come questa non è solo un torto personale: è un messaggio sbagliato che il sistema invia a chi ancora crede nella meritocrazia. Non si può parlare di turnover e rinnovamento tecnico mentre si chiudono le porte a chi ha dato tutto in modo esemplare, senza mai indietreggiare davanti a nulla.

A Francesco Cosso e Gaetano Massara vanno le più grandi fortune per il futuro, qualunque sia la strada che sceglieranno. E un grazie sentito per ciò che sono stati: due simboli reggini di correttezza, tenacia e orgoglio.

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