Legambiente Calabria non ha dubbi: occorre ripartire dai piccoli Comuni

Autore Redazione Web | gio, 27 ott 2022 12:31 | Legambiente Calabria Borghicalabresi

L'obiettivo è creare nuove occasioni di crescita per combattere lo spopolamento dei territori

La Calabria ha 324 Comuni sotto i 5mila abitanti che quotidianamente vivono il dramma dello spopolamento e dell’invecchiamento della propria popolazione. Eppure i piccoli Comuni hanno, soprattutto in Calabria, grandi potenzialità connesse alle esigenze di reagire, in maniera positiva, alla crisi economica, energetica e sociale in atto, recuperando spazi di vita e di benessere.

A dirlo in una post è Legambiente Calabria che aggiunge: i borghi calabresi offrono importanti opportunità di riuso abitativo anche condiviso, sociale e turistico (si calcola, infatti, che nei piccoli paesi quasi una casa sia vuota ogni due occupate) ed occasioni di lavoro collegate all’agricoltura ed al connubio filiera agroalimentare/attrattività turistica enogastronomica, oltre alle potenzialità create dall’utilizzo sempre più diffuso dello smartworking.

Anche i piccoli Comuni italiani possono essere protagonisti della transizione energetica per uscire dalla dipendenza delle fossili e creare economie di comunità. Ad esempio – prosegue la nota - il progetto BeComE, di Legambiente, Kyoto Club e Azzero Co2 , si propone di rendere i piccoli Comuni italiani, attraverso le Comunità energetiche protagonisti della transizione, offrendo strumenti di sviluppo ed aggregazione per migliorarne la struttura urbana, i servizi verso i cittadini, il contesto sociale, ambientale e culturale.

Eppure la Calabria troppo spesso dimentica completamente i propri bellissimi borghi. Purtroppo gli esempi sono tanti. Tra questi c’è San Morello, frazione di Scala Coeli, un luogo dai panorami mozzafiato e dove, quando le condizioni metereologiche lo permettono, si riesce a vedere, persino, il golfo di Taranto. Un borgo vicino al profondo mare jonio ed alla stupenda costa calabrese, dove vive una comunità di un centinaio di persone, in prevalenza anziani.

A San Morello, nell’anno 2022, in un mondo che si crede interconnesso e in una Calabria dove la politica annuncia investimenti miliardari per costruire un’opera faraonica come il ponte sullo Stretto di Messina, non c’è nessun servizio pubblico locale, un ufficio postale o una farmacia. Nonostante tutti questi disservizi, gli abitanti resistono per amore del loro paese e della loro terra, come resistono anche tanti altri calabresi in altri borghi.

È tempo, nella nostra Regione – chiosa la nota - che la politica recuperi la memoria dei luoghi e della cultura calabrese adottando tutti gli strumenti per rilanciare i piccoli Comuni, incentivando l’economia locale, creando servizi di prossimità, rendere più vivibili ed attrattivi i borghi, migliorando la mobilità e lavorando sulle fonti energetiche rinnovabili.

Creare nuove occasioni di crescita, con un uso corretto delle risorse a disposizione, incluse quelle del Pnrr, è l’unica possibilità di combattere lo spopolamento dei territori e realizzare la Calabria del futuro.

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